Sicurezza
Tumori e Sin, le associazioni chiedono uno studio scientifico
Bugliani presenta una mozione in Regione. Fratelli di Italia: ritardi imputabili al Pd. I comitati: «Vogliamo conoscere le azioni messe in campo dalla Toscana»
Massa. È qualcosa di più di una percezione diffusa perché i numeri confermano che la mortalità per tumore in terra apuana è elevata. Lo scorso febbraio un gruppo di associazioni si è fatto promotore di una raccolta firme con cui chiede alla Regione uno studio epidemiologico approfondito sul territorio, accompagnato dalla istituzione del registro tumori provinciale.
Mille firme consegnate, in occasione della giornata mondiale contro il cancro, al consigliere regionale dem Giacomo Bugliani. Ed è proprio il consigliere adesso, con una mozione, a chiedere alla regione l’avvio di quello studio: «La lotta ai tumori si basa su diagnosi precoci, terapie efficaci e accessibili, nuovi farmaci e una buona azione informativa rivolta alla popolazione. Anche le indagini epidemiologiche su specifiche zone del territorio contribuiscono a contrastare la diffusione di queste patologie». E sulle mille firme, Bugliani spiega: «Con una mozione chiedo alla giunta regionale di accogliere l’istanza. La proposta è stata formalizzata in una petizione promossa e sottoscritta dalla popolazione residente nel territorio apuano, con l’obiettivo di effettuare un ulteriore monitoraggio dell’andamento della malattia oncologica in quest’area, in particolare attraverso un nuovo studio epidemiologico ed eventuali ulteriori studi complessi. Durante l’iniziativa del 4 febbraio scorso che ha dato il via alla raccolta firme e ad una sentita mobilitazione territoriale, il dottor Massimo Gattini ha affermato – spiega Bugliani – che esiste la consapevolezza da parte dei residenti “di vivere in un territorio altamente inquinato” e che di fronte a questa situazione diventa necessario richiedere alla Regione due impegni. Il primo, uno studio epidemiologico ben strutturato. Il secondo, uno studio complesso che richieda medici epidemiologi, esperti in informatica e statistica e che sia svolto in collaborazione con l’istituto di fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa, avvalendosi inoltre delle competenze di Ispro. La Toscana si trova in sesta posizione nella graduatoria delle regioni dove i tassi di incidenza tumorali per età sono maggiori in entrambi i generi. Un dato sul quale potrebbe incidere proprio l’effetto screening che si verifica quando, a parità di malattia nella popolazione, l’incidenza in alcune zone aumenta grazie alla maggior emersione del problema, dovuta a programmi di prevenzione secondaria più sviluppati e con maggiori livelli di adesione. Una premessa importante – conclude Bugliani – che avvalora l’importanza di raccogliere la richiesta che arriva dalla comunità locale».
Alla Regione si rivolgono anche associazioni e comitati per l’acqua pubblica, da sempre sensibili ai temi ambientali e di salute. Il 4 maggio hanno, infatti, inviato una lettera alla giunta e al consiglio regionale per chiedere lumi proprio sullo studio epidemiologico: «Il 23 novembre 2020 il Coordinamento Regionale Ambiente e Salute Coreas – scrivono – ha concluso il “Rapporto sullo stato di salute nei quattro siti di bonifica della Toscana”, con il quale sono stati aggiornati i risultati dello studio epidemiologico nazionale Sentieri. Quello studio ha rilevato che 1.500 persone ogni anno muoiono prematuramente per il solo fatto di abitare nelle aree Sin e che oltre 350.000 persone in Toscana risiedono nei luoghi Sin.
«Visto che con la delibera 1520 del 2019 della Regione, si era ritenuto necessario prevedere azioni regionali per il miglioramento della tutela ed il controllo della salute della popolazione e dell’ambiente nei comuni delle aree Sin (tra cui il nostro ndr)», i comitati chiedono alla regione quali e a che punto siano quelle azioni. Con particolare riferimento agli studi epidemiologici e ai registri tumori.
Sul tema prevenzione e azioni regionali sferra l’attacco Fratelli di Italia che accusa il Pd di «aver fatto perdere tempo a Massa Carrara. Vogliamo ricordare – scrivono il consigliere regionale di Fdi Vittorio Fantozzi e il consigliere comunale Alessandro Amorese – che prima della proposta del consigliere Bugliani, eravamo stati noi a chiedere uno studio epidemiologico nella zona apuana, ma il nostro ordine del giorno, lo scorso dicembre, è stato bocciato dal Pd sostenendo che era sufficiente il registro tumori regionale. Visto che i cittadini meritano risposte, stiamo organizzando un incontro pubblico sulle questioni dell’inquinamento dei terreni e delle falde acquifere della zona apuana, possibile concausa della preoccupante incidenza di forme tumorali. Coinvolgeremo residenti, forze politiche, medici, esperti di questioni ambientali. Un registro tumori vero e proprio, certificato Airtum, previsto dalla legge, a Massa Carrara non esiste».
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