Il Tirreno

La sentenza del consiglio di stato 

Al Panificio Bonaldi è (ed era) tutto in regola

M.B.
Al Panificio Bonaldi è (ed era) tutto in regola

Respinto il ricorso della società Inasip che insisteva per l’innalzamento della canna fumaria: pagherà 2mila euro

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Marina di Carrara. Il Panificio Bonaldi di via Maggiani ha vinto in via definitiva al Consiglio di Stato il contenzioso aperto da una società, la Inasip, che protestava contro l’attività commerciale. La sentenza riguarda il ricorso del 2013 presentato da Inasip srl (avvocato Chiara Lavagnini), contro il Panificio Bonaldi di Giovanna Casella (avvocati Pietro Federico e Ferdinando Genovesi) e nei confronti del Comune di Carrara, non costituito in giudizio; obiettivo, cambiare la prima sentenza del Tar Toscana, appunto del213. Tutto parte quando il Panificio Bonaldi impugnava l’ordinanza numero 79/2011, emessa a suo carico dal Comune di Carrara, che ingiungeva di portare lo sbocco delle canne fumarie del panificio ad un metro sopra il colmo del tetto, nonché la sanzione amministrativa disposta dalla polizia municipale. Il Tar accoglieva le osservazioni della difesa del Panificio, che fra l’altro aveva trasformato il forno da gas in elettrico. Ordinanza annullata, e niente risarcimento danni. Inasip fa appello e deposita una consulenza tecnica di parte finalizzata ad ipotizzare che la presenza di sostanze inquinanti rilevate sulla propria terrazza sia riconducibile al camino.

Nel merito, spiegano i giudici amministrativi di secondo grado, l’appello è infondato. La sentenza del Tar, si fa notare, aveva accolto il ricorso in considerazione della insufficiente istruttoria e carenza motivazionale, che anche il Consiglio di Stato rileva. Innanzitutto, «perché il provvedimento non si basa su nuovi sopralluoghi ma sull’istruttoria scaturita dal sopralluogo avvenuto quando ancora il Panificio era alimentato a gas. Peraltro, il sopralluogo dell’8 giugno 2009 da parte dell’Ufficio di igiene sanità dell’Asl aveva accertato che, dei tre camini insistenti sulla terrazza degli appellanti, solo uno convogliava la combustione del forno a gas metano adibito alla cottura dei prodotti della panificazione, che dallo stesso usciva una minima quantità di fumo, e che comunque il camino era più alto di circa 1 metro rispetto lo spiovente del tetto, per cui non vi era alcuna immissione di scarichi nocivi. Il provvedimento impugnato si fonda su un successivo parere dello stesso Ufficio, redatto non dal tecnico della prevenzione ma dal dirigente medico, il quale, senza aver eseguito un nuovo sopralluogo dopo la trasformazione del forno a gas in forno elettrico, ha ritenuto che la modifica non avrebbe eliminato gli inconvenienti riscontrati (fumi ed esalazioni), concludendo nel senso della necessità di portare lo sbocco delle canne fumarie all’altezza di 1 m. superiore al culmine del tetto; il parere, come detto, è stato però adottato senza alcun nuovo sopralluogo che sarebbe stato indispensabile per verificare se vi fosse l’esalazione di fumi o altre sostanze, sebbene dismesso l’impianto a gas». «In conclusione, l’istruttoria appare ampiamente deficitaria, in quanto non si è basata su rigorosi accertamenti eseguiti mediante sopralluoghi sul posto, ma su supposizioni largamente prudenziali su ciò che potrebbe, in teoria, accadere». Non solo: «La consulenza di parte appellante del 20 settembre 2013, che ha rilevato sostanze organiche volatili aero disperse e polveri, attribuite dal consulente alle esalazioni convogliate dal camino del panificio, non menziona le caldaie di proprietà dell’appellante, la cui insistenza nella medesima terrazza era stata segnalata dal Panificio con nota del 26 ottobre 2011, acquisita al protocollo del Comune il successivo 29 ottobre». Insomma, l’appello dev’essere respinto, con conferma della decisione in primo grado. Inasip è condannata a pagare il rimborso, in favore del Panificio Bonaldi, le spese di 2.000 euro oltre accessori di legge.



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