Gioco
Dopo 62 anni chiude ad Avenza lo storico negozio “La Bruna”
È stato punto di riferimento per decenni per acquistare biancheria di pregio: «Ma ora sono cambiati i tempi, per la grande distribuzione e le vendite on line»
Carrara. Dopo 62 anni, cala il sipario (e la saracinesca) sul negozio “La Bruna” di Avenza, punto di riferimento per la biancheria, per generazioni di concittadini. Aperto nel 1960, il negozio gestito fino ad oggi da Cristina e Catia, rimarrà attivo fino a fine giugno, attivando fin da subito una liquidazione totale della propria merce. Corredi, biancheria di qualità, tovaglie e quant’altro, sono stati per decenni l’oggetto del desiderio di quelle spose che desideravano per la propria casa prodotti “buoni”, di quelli che non dovevano essere solo belli, ma anche di lunga durata. «Tutto nasce dall’incontro dei miei genitori – ha raccontato lo scrittore Renato De Rosa, che di Bruna era il figlio – Mio padre Glauco era un attore. Bruna Vatteroni era una ragazza avenzina, della dinastia dei “Cazzarola". Si conobbero a seguito di uno spettacolo che mio padre fece a Carrara e poco dopo si sposarono e partirono assieme». La storia racconta che i coniugi, dopo una crisi del teatro dovuta anche all’arrivo di Carosello e della Tv, dovettero cercare fortuna altrove e in ambiti non più legati allo spettacolo. Raggiunsero così la Sicilia, dove si misero a fare i rappresentanti di biancheria, girando casa per casa e facendo i conti con un dopoguerra che non aveva ancora conosciuto il boom degli anni successivi.
«Poi mia madre, nel 1956, rimase incinta di me – ha proseguito De Rosa - Si trasferirono a Castellina in Chianti, portando avanti un negozio di biancheria, già appartenuto ad una zia. Castellina, però, stava spopolandosi, anche per via dell'industrializzazione e della conseguente migrazione della gente verso le città e così scelsero di tornare verso Avenza, aprendo quindi l’attuale negozio, vicino alla farmacia».
Piano piano, dopo le difficoltà iniziali, quel fondo diventò il riferimento per chiunque volesse acquistare biancheria di un certo pregio e generazioni di Avenzine ci si fecero il corredo di nozze, talvolta pagando a rate un tanto al mese, o quando si poteva.
«I miei genitori – ha rammentato Renato De Rosa - hanno sempre adottato una politica di assoluta onestà, aiutando la gente e cercando di offrire sempre prodotti di livello. Mia sorella, negli ultimi anni, ha affiancato mia madre e mia moglie, che sono subentrate nella gestione, ma la mamma, anche dopo la pensione, andava saltuariamente a sorvegliare il negozio».
Come mai la scelta di non portare avanti l’attività? «Sono cambiati i tempi – ha spiegato De Rosa - e anche la percezione verso la biancheria di qualità. È un mercato di nicchia, che si è ridotto sensibilmente, per via delle vendita della grande distribuzione o a causa del mercato online. La soddisfazione, però, è avere la consapevolezza che, dopo tanti anni, in quasi tutte le case avenzine ci può essere un capo della Bruna, nell’armadio o nel comò».
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