Sicurezza
Variante ex Eaton: c’è l’ok dei sindacati all’approvazione
Ad amministrazione e politica Cgil, Cisl e Uil ricordano: «Non si può prescindere, però, dagli accordi sottoscritti»
Massa. Cgil, Cisl e Uil Territoriali di Massa-Carrara «prendono positivamente atto dell’approvazione, con grande condivisione interna, da parte del consiglio comunale di Massa, della cosiddetta variante Ex Eaton che permette la trasformazione di una porzione di area di fascia urbana in area a destinazione industriale». E si aggiunge: «Tutte le iniziative che garantiscono il mantenimento della vocazione produttiva della nostra area industriale devono essere sostenute e valorizzate. Pertanto, come organizzazioni sindacali valutiamo questa approvazione come un fatto positivo che deve, però, inserirsi all’interno di un progetto più complessivo e organico di rilancio e riqualificazione della nostra area industriale. Cosa questa che, negli ultimi decenni, latita con evidenza».
C’è un punto, però, che ai sindacati sta particolarmente a cuore: «Sottolineiamo con rammarico», prosegue la nota, «il mancato coinvolgimento delle organizzazioni sindacali confederali – anche da parte del Consorzio Zia – rispetto a quanto sopra. Vogliamo prendere atto delle cose positive o che condividiamo anche se queste, nella buona sostanza, non ci sono state presentate per capire la nostra opinione. Vale solo la pena ricordare quanto sia stato importante il pressing delle organizzazioni sindacali confederali in proposito quando il Consorzio Zia, travolto dai debiti, doveva essere tenuto a galla per provare a gestire le partite complesse delle aree industriali in quel futuro che, già dietro l’angolo faceva intravedere le sue complessità. Un segnale quindi e certamente, questo, a cui deve far seguito un’accelerazione decisiva per ciò che concerne le bonifiche di tutti quei lotti nel perimetro Zia (e non solo) ancora in attesa di riqualificazione. E il mantenimento della vocazione industriale di tutta l’area ex Dalmine, evitando fughe in avanti verso ipotetici cambi di destinazione di altri spazi come in realtà in passato si era paventato».
Un timore, spiegano i sindacati, che deriva dalle esperienze del passo, «per esempio quella dell’area che era stata destinata al Luna Park, così come quella dell’ex Olivetti».
In merito alla variante, «Qualsiasi insediamento industriale, e questo lo ribadiamo con forza alla politica, non può prescindere dal rispetto degli accordi sottoscritti per restituire la giusta dignità ai lavoratori e alla vertenza che hanno combattuto. Come dire: alla politica ed alle istituzioni locali rammentiamo che “anche l'uomo con la più scarsa memoria ricorda tutto quello che vorrebbe dimenticare”».
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