Sicurezza
Non vaccinata, reintegrata ma «demansionata»: insegnante fa ricorso
Massa. Fu sospesa dall'attività di insegnamento perché “non vaccinata” nonostante fosse in malattia e assente da scuola per motivi estranei al Covid; è stata reintegrata, con la fine dello stato di emergenza, ma di fatto demansionata: non insegna più, non può più stare accanto ai ragazzi e di fatto non fa più il suo mestiere ma si ritrova “relegata” in un ufficio amministrativo. Per questo l'avvocato Luca Guadagnucci, che difende la docente, ha presentato ricorso contro l'istituto Comprensivo Carrara e Paesi a Monte e contro il Ministero dell’Istruzione e attende che il giudice Augusto Lama, già chiamato a decidere sulle sorti di altri 4 ricorrenti, emetta la sentenza.
La docente, di ruolo dal 2005, era entrata in stato di malattia, presentando idoneo certificato medico, il 13 settembre del 2021, prolungando la sua assenza da scuola, per motivi di salute estranei al Covid, fino al 24 dicembre, data in cui la scuola aveva chiuso per le feste natalizie; l’Istituto, il 3 gennaio 2022, con una raccomandata, invitava però la donna a sottoporsi alla vaccinazione anti Covid e, nonostante l'11 gennaio e il 20 gennaio 2022 la donna avesse comunicato alla scuola il prolungamento del suo stato di malattia, presentando ulteriore certificazione medica, il 7 febbraio 2022 fu sospesa dal lavoro con conseguente perdita della retribuzione. Il ricorso contro questo provvedimento è stato inoltrato lo scorso marzo, e oggi il giudice Lama è chiamato a decidere, ma non più sul reintegro della docente a scuola.
La donna infatti è stata formalmente riammessa all'interno dell'istituto, come è accaduto a tutti gli altri docenti italiani, ma con altre mansioni, per evitare il contatto con gli alunni. «È vero che è stata rentegrata e che ha ricominciato a prendere lo stipendio, ma si tratta di un demansionamento inaudito- commenta l'avvocato Luca Gadagnucci- che ha portato, inoltre, ad un aggravarsi delle condizioni di salute della mia assistita, che comunque non potrà presentarsi a scuola ancora per parecchio tempo». Il giudice Lama sta per pronunciare la sentenza che riguarda anche i primi quattro docenti apuani sospesi dall'insegnamento: il caso dell'avvocato Guadagnucci però potrebbe avere un risvolto diverso, visto che di fatto la sua assistita è stata sospesa dal servizio quando era in malattia e in un momento in cui per lei non era possibile effettuare il vaccino.
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