La protesta
Fiera di San Marco, migliaia di persone: resta la delusione per i banchi sul viale
«Potevano dirlo apertamente: abbiamo deciso di spostarla». C’è chi ha preferito restare anche nella parte storica
Carrara. Festa patronale, festa popolare e sfilata elettorale: la fiera di San Marco 2022, tra polemiche, sorrisi, strette di mano ai politici in corsa, acquisti e ripensamenti sulla riuscita della manifestazione, è stata anche tutto questo. Il maltempo, per fortuna, non è riuscito a scoraggiare le migliaia di persone che si sono riversate lungo le strade avenzine, da viale XX settembre ad Avenza storica, ma nonostante la buona presenza di gente, un po’ di malcontento è rimasto a galla, per via dello spostamento sperimentale di molte bancarelle dalla sede tradizionale al viale. «Noi avenzini – ha commentato l’avvocato Elisabetta Borri – ormai siamo abituati a farci festa da soli. E l’abbiamo fatto anche questa volta. Per celebrare la festa religiosa è intervenuta anche la banda dove l’arco che porta al vicolo vicino alla Torre di Castruccio. Vedere San Marco senza gente, nelle prime ore della giornata è stato desolante». «L’intento è quello di fare il giochino del mercato – ha ragionato Vincenzo Volpi, a suo tempo commerciante in via Luni – Spostare sperimentalmente la fiera è solo un preludio all’idea di spostarla definitivamente, portando il centro storico a diventare sempre più un ghetto, segno di cattiva politica. Il fatto stesso che il Movimento Cinque Stelle abbia fatto ricorso a un nome politicamente nuovo e pur stimabile come la dottoressa Vincenti in qualità di candidato a sindaco e nessuno di quelli che ci sono ora rimarrà, è il segnale che qualcosa non è andato bene». «Hanno spostato le bancarelle sul viale per ragioni di sicurezza, ma la sicurezza sul viale dov’è? – ha chiesto la titolare della tabaccheria Cristina, a due passi dalla Torre – Là, i banchi, sono tutti attaccati. Potevano dirlo apertamente: “Abbiamo deciso di spostare la fiera sul viale”. Invece ci hanno preso in giro e i negozianti di Avenza storica hanno fatto scorta di merce che probabilmente non venderanno. Ci sono anche cartelli di divieto di sosta in aree che non sono state occupate, segno ulteriore di beffa».
«La scelta di spostare la fiera non è stata felice – ha spiegato Leonardo Buselli, in veste di avenzino, in giro tra le bancarelle – San Marco è una tradizione religiosa e popolare e per gli avenzini è quasi come Natale. La scelta di chiudere il viale ha poi penalizzato il trasporto pubblico e dopo 35 anni di dipendente dell’azienda di trasporti locale, mi sento amareggiato. Speriamo negli anni a venire di veder tornare la fiera nella sua collocazione tradizionale».
«Io ho scelto di restare in piazza della chiesa». A parlare è Vincenzo Santini di Montespertoli, che gestisce assieme alla moglie la bancarella di animali, uccelli, pappagalli, criceti e quant’altro, situata da sempre in piazza Finelli. «Venni qui trentacinque anni fa – ha raccontato – e le persone sono abituate a trovarmi nel solito posto. Così, pur sapendo della possibilità di uno spostamento, ho riconfermato la mia collocazione, perché anche in questa zona c’è movimento». «Saremmo felici di rivedere la fiera dov’era» – hanno aggiunto dal bar “Ceina”, ovvero la Locanda del Pellegrino situata sul ponte del Carrione, auspicando che in futuro si possa tornare “ai santi vecchi”. «Tutto sommato la gente c’è – è il commento dei titolari del negozio di merceria e abbigliamento sul ponte – C’è tanta voglia di normalità e anche con la pioggia la gente è uscita. Dispiace che non ci siano bancarelle sul ponte, ma vediamo che la gente fa comunque la spola, anche per raggiungere la chiesa».
Dalla parte del viale abbiamo sentito uno che con "San Marco" ha confidenza, tant'è che col suo nome ci ha chiamato la sua pasticceria: Cesare Cucurnia. «Per noi la chiusura del viale ha rappresentato un problema – ha fatto sapere il fondatore della pasticceria San Marco, oggi portata avanti dal figlio Gianni – Col movimento si può vendere di più la pasta o il caffè, ma i clienti che ci raggiungevano per i prodotti di laboratorio, come i vassoi o le torte, oggi andranno invenduti. Anche sulla questione della sicurezza bisognerebbe fare una riflessione, perché con il viale bloccato i soccorsi avrebbero i loro problemi ad intervenire».
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