Lutto
Ecco i soldi del Pnrr, ma il consiglio si divide sulle indennità alla giunta
Contabilizzati i fondi da 19 milioni di euro, polemiche per gli aumenti tra maggioranza e opposizione
Massa. Aumentano gli stipendi a sindaco, giunta e presidente. Ma ciò fa scoppiare l’indignazione in consiglio comunale. "Colpevole" la legge di Bilancio 2022, che ha incrementato le indennità ai primi cittadini italiani, e a cascata ad assessori e presidenti dei consigli comunali, dal momento che hanno stipendi rapportati a quelli dei sindaci.
A pagare questi aumenti non saranno i bilanci comunali, magari più suscettibili ad accusare contraccolpi finanziari, bensì le casse dello Stato che trasferiranno tali risorse ai comuni, che poi liquideranno le indennità degli amministratori.
Da qui la necessità di provvedere ad una variazione di bilancio, portando così in consiglio comunale la discussione. Variazione peraltro molto articolata, perché chiedeva da un lato di ratificare precedenti atti di giunta per l’istituzione del fondo donazioni per l’Ucraina, poi appunto l'aumento delle indennità, il recepimento di risorse ministeriali per l’emergenza abitativa (62mila euro), strade (160 mila) e la manutenzione del Guglielmi (200 mila); dall’altro modificava il bilancio di previsione, perché sono arrivati i 19 milioni di euro dal Pnrr: 740 mila euro per il Castello, 7,8 milioni per palazzo Bourdillon, 4 milioni per l’ex deposito Cat, 2,5 milioni per ex mercato coperto, 4 milioni per ponti e 244 mila euro per i contributi a piste ciclabili. Ma quasi inevitabilmente la discussione si è focalizzata sulle nuove indennità.
I consiglieri di minoranza hanno posto l’accento sul periodo in cui scatta l’aumento, ovvero dopo anni di pandemia e adesso con la crisi economica, che stanno già gravando su molti cittadini e famiglie.
«Un pugno negli occhi», così l’ha definito il consigliere Udc Agostino Incoronato, e che sortirebbe un effetto contrario rispetto alla ragione per il quale è stato introdotto. Questo perché la norma nasce sostanzialmente per rendere più “equo” il rapporto che intercorre tra responsabilità degli amministratori e loro compensi.
Solo che adesso la misura, ha aggiunto il consigliere Pd Alessandro Volpi, «anziché viverla come giusta ricompensa diventa ulteriore elemento di ostilità nei confronti della politica».
Da qui la scelta di non partecipare al voto, in dichiarato dissenso con il partito a livello nazionale. Del resto tante disparità persistono, hanno evidenziato Incoronato e Stefano Alberti del Pd, tanto per i sindaci dei piccoli comuni che continueranno a percepire cifre minime, sia per gli stessi consiglieri, che vedono inalterato il gettone di presenza di circa 33 euro lordi.
Per questo è stato chiesto di "congelare" l'aumento. «Oggi si fa la predica -ha sbottato Filippo Frugoli della Lega- quando questa legge di bilancio è stata votata dai nostri rappresentanti, come Martina Nardi (Pd) e Riccardo Ricciardi (M5S)», suggerendo piuttosto di rivolgere le rimostranze a Roma e non all'amministrazione massese, chiamata solo a prendere atto di una norma sovraordinata.
Certo è che la democrazia ha comunque un costo, ha aggiunto il collega Marco Battistini, «e il motivo per cui è fatta la legge è giusto». Magari però, ha aggiunto, «avrei preferito una proporzione più a favore dei piccoli comuni». «La politica ha dei costi -ha convenuto il pentastellato Paolo Menchini- ma quando sono sproporzionati bisogna correggerli», ricordando che il suo movimento devolve già quota parte delle indennità ad enti terzi. Per tutto questo le minoranze o non hanno partecipato al voto, o si sono astenute. Compreso il sindaco Francesco Persiani, astenuto per ragioni di opportunità. La variazione di bilancio è comunque stata approvata con i voti di maggioranza.
Ricordiamo che secondo la legge vi sarà entro il 2024 un incremento del 70% delle indennità del sindaco, che in questo modo arriverà a 9.660 euro lordi mensili, e a cascata per assessori e presidente del consiglio comunale. Ma l’aumento sarà progressivo, e prevede per quest’anno un aumento del 45% e che nel 2023 salirà del 68% rispetto a quanto ricevevano fino al 2021. Il sindaco Francesco Persiani per quest’anno percepirà un’indennità di 7.074,70 euro lordi mensili, che corrispondono annualmente a 84.896,40 euro. Il presidente del consiglio comunale di Massa Stefano Benedetti, invece, arriva a percepire 4.244,85 euro, sempre lordi, per un totale annuo di 50.938,20 euro. Seguono gli assessori, a cominciare dal vicesindaco Andrea Cella, che in ragione della sua funzione percepisce 5.306,10 euro, per un totale di 63.673,20 euro. A conti fatti, la spesa complessiva ammonta a 505.133.40 euro per il 2022.
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