Sicurezza
Un parco pubblico intitolato a Norma Cossetto
Ma il ponte Trieste non prende il nome di Sandro Pertini. Dedicata all’agente Bellotto la piazza vicino alla scuole a Quercioli
Massa. Sei nuove intitolazioni di alcuni spazi pubblici massesi, ma tra questi è assente il ponte dedicato al presidente Sandro Pertini. La giunta comunale, acquisiti i pareri favorevoli della commissione toponomastica, ha deliberato di intitolare alcune vie e piazze a figure storiche e luoghi del patrimonio comunale e apuano.
Intitolazione a Norma Cossetto, il cui nome verrà dato al parco nel viale Roma all’altezza di via Tacca. Norma Cossetto, istriana, fu vittima a 23 anni dei partigiani jugoslavi. Incarcerata, subì torture, sevizie e stupri, per poi essere scaraventata ancora viva nella foiba di villa Surani. Norma Cossetto è diventata l’emblema della pulizia etnica che colpì molti italiani d’Istria, alcuni dei quali, come lei, “colpevoli” di essere figli di dirigenti del partito fascista. L’altra persona a cui è stata dedicata una piazza, più precisamente quella adiacente le scuole dei Quercioli, è il poliziotto Davide Bellotto. L’agente Bellotto, massese e anch’egli 23enne al momento della morte nel 1997, cadde in servizio a Milano a causa di un colpo di pistola esploso accidentalmente da un collega. Le altre due figure a cui è intitolato il parcheggio del Tribunale di Massa sono i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i due giudici che pagarono con la vita la lotta alla mafia. Seguono poi l’omonima piazza di San Carlo, che appunto avrà ufficialmente tale nome, e la piazza tra viale Roma e via Arno dedicata alle Alpi Apuane.
Ultimo luogo, il ponte Palazzo operaio di Forno, che da oggi è intitolato alle filatrici del cotonificio ligure di Forno 1891-1942. Tuttavia, sul tavolo della commissione Toponomastica ci sarebbe stato anche un altro ponte, peraltro molto discusso negli ultimi anni. Si tratta del ponte di Trieste: è stato proposto di rinominarlo Sandro Pertini, in onore del presidente della Repubblica. Ma questa intitolazione, a differenza delle altre, sta avendo qualche difficoltà, dal momento che il Regolamento comunale sulla toponomastica indica che «è da evitare, salvo inderogabili eccezioni, il cambio di denominazione delle aree di circolazione al fine di non arrecare danni economici rilevanti agli abitanti ed alle attività ivi installate». E il ponte di Trieste, a differenza degli altri sei spazi, sembrerebbe averlo già un nome.
L’amministrazione quindi sta verificando che non vi sia una precedente intitolazione, come sembra emergere da un libro sulle strade di Massa. Quel libro, del giornalista e studioso della storia locale Gustavo Masseglia, riporta infatti che nel 1953 quando venne costruito l’attuale ponte, il senatore Giulio Guidoni propose di intitolare struttura e viale alla città giuliana per le sofferenze patite dai suoi abitanti. Di conseguenza, l’amministrazione si riserva di verificare se il ponte possa cambiare intitolazione.
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