Il Tirreno

Tentano di riscuotere un vaglia già incassato

Manuela D’Angelo
L’interno di un ufficio postale  foto d’archivio
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L’interno di un ufficio postale foto d’archivio

A processo un anziano e un uomo residente a Crotone che secondo l’accusa aveva architettato il colpo alle Poste

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MASSA. Tentata truffa ai danni delle Poste italiane: finisce a processo un anziano crotonese, di 82 anni, che nel 2018 tentò di ritirare un vaglia postale di 310mila euro. Non solo lui: anche un presunto complice, un cittadino della provincia di Lucca, è finito imputato per i reati in concorso di tentata truffa, ricettazione, falsificazione di atto e possesso di documenti falsi. Una storia quasi incredibile, ma sopratutto intricata e che il processo, iniziato ieri mattina davanti alla giudice Valentina Prudente, dovrà districare.

Era il 9 gennaio del 2018 quando l’anziano si recò all’ufficio delle Poste centrali di Massa per ritirare un vaglia. In quell’occasione davanti alla direttrice delle Poste che prese a carico l’operazione, trattandosi di ben 310mila euro, l’anziano consegnò un documento di identità che presentava la sua fotografia, ma il nome del vero intestatario del vaglia postale che, per altro, il suo vaglia lo aveva già ritirato l’11 novembre del 2017. L’anziano, quella mattina, aveva consegnato il vaglia postale e chiesto di poter aprire un libretto per il versamento su un conto da cui avrebbe potuto prelevare soldi, utilizzando il suo documento falso. Alle Poste, però, si accorsero che qualcosa non tornava, anche se il documento era perfettamente contraffatto e il vaglia in possesso dell’anziano riportava i dati autentici, seppur falsificato. Incrociati due dati, poi, venne fuori che il vaglia esisteva davvero e di quell’importo, ma che il suo vero titolare lo aveva già ritirato l’anno prima.

Così partirono le denunce e durante le indagini emerse anche la posizione di una seconda persona, un cittadino di Lucca di 44 anni, che si era messo in contatto con l’anziano – da Crotone – e che probabilmente aveva ideato il piano.

In ogni caso, a processo ci sono finiti entrambi e la Procura contesta la tentata truffa, la ricettazione (di vaglia) e la falsificazione di atti con possesso di documenti contraffatti.

Intanto, però, l’udienza di ieri mattina è stata rinviata a ottobre per cause di forza maggiore: l’anziano imputato è infatti al momento impossibilitato a partecipare al processo che lo vede imputato, visto che si trova in ospedale con una frattura al femore, in attesa di essere operato.

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