Attenzione
Balneari: Pasqua e Pasquetta il test per capire come andrà la stagione
Prenotazioni e ombrelloni: questo fine settimana decisivo. Pianini: tanta difficoltà a trovare ragazzi che lavorano in estate
Carrara. A pochi giorni dalla Pasqua abbiamo sentito alcuni addetti ai lavori, per capire se la voglia di mare dei clienti si è già fatta sentire o se le attuali temperature hanno raffreddato il desiderio di costume e tintarella. Ne è emerso un quadro in parte positivo, ma fatto anche di incertezza, in vista di un’estate meno spensierata di quelle di un tempo. Michele Pianini, rappresentante di un gruppo di gestori balneari, ha parlato di un momento statico, in attesa che i clienti decidano il da farsi: «Per ora stiamo vivendo un momento di incertezza – ha commentato – Sarebbe importante che i clienti ci dessero qualche conferma sul futuro, riconfermando o al limite disdicendo i propri ombrelloni per tempo. Avremmo bisogno di capire cosa faranno, per pianificare meglio il lavoro ed evitando di subire disdette all’ultimo momento, cosa che ci metterebbe in difficoltà». Pianini ha poi fatto presente quanto sia complicato, oggi, trovare ragazzi che vogliano “fare la stagione”. Mentre fino a qualche anno fa, l'estate era considerata un momento per guadagnare qualche soldo e cimentarsi in un lavoro "vero", oggi pare che i giovani siano meno inclini al sacrificio e alla voglia di mettersi in gioco, forse anche per la non necessità di doverlo fare.
«Anche nella ricerca di personale – ha approfondito Pianini - stiamo provando a capire meglio cosa accadrà. Stanno candidandosi in pochi. I ragazzi preferiscono andare al mare, anziché lavorare per uno stabilimento. Fare la stagione è un mestiere duro, per chi comincia. Non lo è solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologico, perché gestire le attività estive, con controlli e rischi, può rappresentare uno stress impegnativo. Finisce che i dipendenti non lavorano in modo sereno, anche perché magari a giugno fai poco, ma a luglio scoppi, con tutte le tensioni del caso. E così tanti non ci provano nemmeno». E anche sull’attuale periodo storico, Pianini ha le idee chiare: «Non si sa se siamo alla fine di una guerra, quella col covid, o all’inizio di una guerra vera. Prima era necessario combattere la malattia, osservando distanziamenti e prescrizioni. Ora c’è un conflitto reale, che procura incertezze e che ci fa aver timore anche di accendere un condizionatore o un ventilatore, per risparmiare energia. Ci auguriamo che questo stato d'animo, che genera timori e confusione, possa attenuarsi. A Pasqua non saremo né aperti, né chiusi: saremo socchiusi, giusto per incontrare gente e semmai prendere le prenotazioni, per essere poi pronti a giugno, ma non si tratterà di un'apertura. La nostra associazione è fatta da bagni tradizionali e preferiamo aprire a giugno, per rispetto anche verso il lavoro di chi sceglie di aprire tutto l’anno».
Stefania Frandi, del sindacato balneari, ha parlato di una situazione di attesa, ma anche con una buona voglia di vacanze: «La mia è una valutazione soggettiva, ma mi pare di cogliere che ci sia voglia di ripresa e di desiderio di voltare pagina. Ci sono già un po’ di prenotazioni e confidiamo che possa andare tutto per il meglio». Di parere più cauto il gestore Marco Pardi, che rappresenta a sua volta una fetta importante di balneari: «Siamo di nuovo di fronte a delle incognite – ha ribadito - Prima c’era il covid. Ora c’è la guerra e la relativa crisi economica, conseguente ad entrambi i fattori. I prezzi della benzina sono alle stelle e penalizzano gli spostamenti, così come le bollette alte fanno diminuire i risparmi e i soldi da spendere per le vacanze. Non abbiamo idee di come sarà l’estate prossima. Per ora c’è una certa stasi. Vedremo se si muoverà qualcosa con le prossime settimane». Parere positivo per Fiorenza Puccetti. Lei, al suo bagno Nettuno, per Pasqua ha già il tutto esaurito: «C’è molto interesse per il periodo di Pasqua - ha spiegato - tant’è che per il pranzo siamo già al completo. Ho ricevuto tante telefonate anche da persone di fuori, che ho dovuto rifiutare perché non avevamo più posto. Il polso sul futuro lo avremo sabato, domenica e lunedì di Pasqua, per le richieste che arriveranno per la stagione. Di solito a Pasqua si muovono tutti per chiedere la disponibilità del periodo estivo. Nel frattempo, mi sembra che ci sia abbastanza fermento, ma riusciremo ad essere più precisi più avanti».
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