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Trasporti e servizi

Sette nuovi bus da 108 passeggeri adatti a disabili e carrozzine

Ivan Zambelli
Sette nuovi bus da 108 passeggeri adatti a disabili e carrozzine

Presentati da Autolinee Toscane in piazza Aranci. Il sindaco: «Mobilità efficiente per l’intero territorio»

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Massa. Sette nuovi autobus, primo passo del cambiamento che Autolinee Toscane intende apportare al trasporto pubblico. L’azienda, che ha preso le redini dell’intero servizio regionale nel novembre scorso, ha iniziato a immettere nuovi mezzi e personale per andare così a rinnovare un servizio altrimenti congelato da tempo. A Massa-Carrara sono in servizio 141 autobus, ma più di 100 hanno un’età che supera i 10 anni e solo 10 hanno meno di tre anni di servizio. I sette autobus nuovi sono dei Conecto Mercedes-Evobus, già al lavoro da alcuni giorni. Livrea bianca, lunghi 12 metri e con capacità di 108 passeggeri, accessibili a disabili e carrozzine. Sono motorizzati Euro 6, ciò significa una riduzione delle emissioni dal 60 per cento all’80, rispetto ai bus che andranno a sostituire. Inoltre, hanno un filtro “antivirale” per l’impianto di climatizzazione.

Ieri mattina, lunedì 11 aprile, per i vertici aziendali è stata l’occasione di presentare alle istituzioni locali questa prima parte di mezzi, illustrando le strategie future. «Questi sono i primi di un totale di 27 autobus che arriveranno a Massa-Carrara entro il 2023», ha spiegato ai presenti Gianni Bechelli, presidente di Autolinee. Che ha aggiunto: «Siamo all’inizio di un cambiamento globale del servizio di trasporto pubblico locale». Il rinnovamento passa tanto dai bus quanto dal personale. «A Massa la media d’età dei bus è di 15 anni, elevatissima. Il nostro obiettivo è di portarla a sette, in linea con i parametri europei». In generale, la Toscana ha mezzi da rinnovare, e questo non significa solo un problema estetico, ma pone una questione di sicurezza tanto per passeggeri che per gli stessi conducenti. Data l’anzianità di servizio, prosegue Bechelli, «nonostante la manutenzione, spesso questi autobus si fermano, incidendo sulla qualità complessiva del servizio».

Il costo ad autobus nuovo si aggira intorno ai 220 mila euro, acquistati in buona parte con fondi di Autolinee ma anche regionali. Quest’anno, data la situazione trovata, l’investimento complessivo è stato di 40 milioni di euro, ma il grosso arriverà nel quarto e quinto anno dal loro insediamento, ha assicurato l’ad Jean-Luc Laugaa. «Questo è il primo passo di un investimento fatto al termine di un periodo molto complicato». A livello regionale, ha aggiunto il manager, «puntiamo ad avere un servizio più apprezzabile già a inizio anno scolastico 2022-23, e con 200 nuovi mezzi e 300 assunzioni entro la fine del 2022».

I rappresentanti istituzionali presenti all’appuntamento hanno apprezzato il cambio di passo dato dall’azienda. «Oggi è una bella giornata», sono le parole di Katia Tomé, delegata provinciale al trasporto pubblico, «perché finalmente avremo mezzi adeguati a ogni persona: disabili, anziani, madri con passeggino. Ci sono poi minori emissioni di Co2. Insomma, siamo soddisfatti». Apprezzamenti ad Autolinee sono arrivati anche dal consigliere regionale Giacomo Bugliani. Il cui augurio è che gli enti locali arrivino anche loro ad acquistare mezzi, magari con i fondi del Pnrr: «Mi sembra giusto che questi si dotino di mezzi pubblici, meglio se elettrici o ecocompatibili. Efficienti, a misura di tutti, entro una cornice ecologica. In alcune città, come Livorno, lo stanno già facendo».

Anche il sindaco di Massa, Francesco Persiani, ha condiviso la soddisfazione, augurandosi che tutto «proceda per il meglio e con i tempi concordati. La cosa importante è che vengano impiegati in un nuovo e più efficiente sistema di mobilità che possa collegare tutti i luoghi nevralgici del territorio». Per l’assessore massese Marco Guidi l’obiettivo deve essere il miglioramento dei collegamenti: «Quando andremo a regime potremo potenziare le linee che oggi non funzionano. Penso ad allungare verso il Noa, o collegare l’Opa, per poi rendere più performanti certi collegamenti, come quelli a Romagnano, Marina, Ronchi. C’è poi il tema delle fermate. Vogliamo attivare un percorso per rendere le fermate accessibili, perché altrimenti sarebbe inutile avere un mezzo adeguato ma non le fermate».

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