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inaugurata la sede

Vittorio Briganti, La Comune: il ritorno di falce e martello

Vittorio Briganti, La Comune: il ritorno di falce e martello

«Rappresentano ancora gli operai e i contadini, che sono anche oggi oppressi». La lista è «con gli ultimi, noi non civettiamo con gli industriali del marmo»

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Carrara. È stato inaugurato sotto i portici di via Roma il comitato elettorale dell’avvocato Vittorio Briganti, candidato a sindaco per la lista La Comune. A introdurre la sua relazione, Evita Cantoni, che sarà candidata al consiglio comunale, e a seguire ha preso la parola anche l’ex assessore ed ex dirigente al marmo, Ildo Fusani, anch’egli in corsa per il consiglio.

Tra i punti chiave delle prospettive illustrate da Briganti: «Nell’immediato ci proponiamo - ha detto fra l’altro - di eleggere un gruppo consiliare che non sia subalterno e neppure civetti con gli industriali del marmo; un gruppo consigliare che porti all’interno del Palazzo il disagio dei settori sociali e delle persone più deboli ed indifese (in città sono apparsi manifesti con scritto “Prima i carrarini” noi siamo con chi soffre, con gli ultimi siano essi autoctoni o migranti); che porti le istanze del conflitto sociale e sia a sostegno dei lavoratori e dei disoccupati; un gruppo consigliare che sia attento alle istanze delle organizzazioni ecologiste, che sia il difensore del territorio e che sia sempre pronto a denunciare gli abusi e collusioni da chiunque siano compiuti». La Comune si pone come «Opposizione alle destre e al fascismo; opposizione anche al Partito democratico che con le sue politiche liberiste negli ultimi 30 anni ha ridotto la città ad un sobborgo cadente di un’area vasta che va da La Spezia a Livorno e ha lasciato decadere un fiorente distretto lapideo trasformandolo in un insostenibile distretto minerario, dominato dal peggior estrattivismo». E «opposizione ai 5 Stelle i quali, partiti per rivoluzionare la città, con una maggioranza assoluta che nessuno aveva mai avuto si sono adeguati, non hanno realizzato i programmi promessi e sono stati subalterni agli industriali del marmo».

Tra gli obiettivi, la lista, come ha spiegato Briganti, vuole che l’amministrazione comunale «torni a prendersi il marmo per lavorarlo in loco; sia in grado di liberare la città dal rischio idraulico, contingentando e pianificando l’escavazione; sia in grado di rimpinguare le casse comunali dalle ristrettezze, fissando giusti canoni di cava (da 23 milioni a 46 milioni); sia in grado di liberare gli studenti e lavoratori della scuola dal rischio sismico». Nel simbolo, anche la falce e martello: «Non è un simbolo antico e superato perché quella falce e quel martello rappresentano ancora gli operai e i contadino che, purtroppo continuano ad essere oppressi».

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