Sicurezza
In 500 a Marina di Massa per la "Due giorni del mare"
Atleti e accompagnatori hanno affollato il lungomare nella prima giornata. Oggi la cronometro. Tanti i partecipanti plurimedagliati
Massa. Prima giornata di gare per la “Due giorni del mare”, la manifestazione internazionale di ciclismo paralimpico, in corso di svolgimento sulla costa di Marina di Massa. Coinvolte le categorie Ciclismo, Handbike, Triciclo e Tandem, la manifestazione ha portato a Marina di Massa circa 300 atleti provenienti da tutta Europa e, per la prima volta, anche dalla Thailandia, a dimostrazione della crescita costante dell’organizzazione firmata Ciclo Abilia. La giornata di ieri è stata dedicata alla prova in linea. Questa mattina, invece, a partire dalle 9 , andrà in scena la cronometro che chiuderà la manifestazione. Tanti gli atleti plurimedagliati anche a livello internazionale in gara, che si sono dati battaglia sulle strade del litorale marinello, caricati a dovere giacché la corsa è valida per le qualificazioni ai giochi paralimpici di Parigi 2024. Ad assistere all’evento, anche il commissario tecnico della nazionale di paraciclismo, Rino De Candido, oltre a diversi esponenti della Federazione Ciclistica Italiana.
«Questa manifestazione cresce in modo esponenziale», commenta De Candido: «Si tratta di una bella corsa. Se posso dare un consiglio però, sarebbe bello se la gara diventasse indicativa con il chilometraggio di tutte le altre gare che si fanno all’estero e magari, se possibile – mi rendo conto delle difficoltà – se avesse un percorso un po’ più difficoltoso. In questo modo la manifestazione salirebbe ancora come prestigio. Detto ciò, comunque questa resta una bella gara e faccio i miei complimenti all’organizzazione. Anche perché è una vetrina dove si possono vedere tutte le categorie. Ora prepareremo le gare per la coppa del mondo di maggio e per il successivo europeo».
L’occasione è stata propizia per avere un parere di De Candido sul lungomare di Marina di Massa: «Molto bello. Ma è già bello solo nominare il lungomare di Marina di Massa». Parole a cui fanno eco quelle del consigliere nazionale della Fci, Giancarlo Masini che spiega: «È sempre una bella sensazione essere qua. L’organizzazione non ha mai sbagliato in questi anni dimostrandosi sempre all’altezza della situazione. A fine giornata tireremo le somme che, sono sicuro, saranno positive». Masini prosegue: «Ho visto le iscrizioni di quest’anno e ho constatato che la manifestazione è cresciuta ancora, e penso che anche la location abbia un certo rilievo e si sposi bene con questo evento. Oltre all’aspetto sportivo, è utile anche far conoscere il meraviglioso territorio toscano, che è una vera e propria perla dell’Italia».
Positivo anche il giudizio del presidente del Comitato Regionale Toscana di ciclismo, Saverio Metti: «Per noi toscani è sempre una bella soddisfazione vedere certe manifestazioni, e in questo caso gli organizzatori di Ciclo Abilia hanno fatto un lavoro stratosferico portando atleti provenienti anche da fuori Europa. Sono qua perché mi fa piacere, ma anche perché la Toscana, con la spinta di Samanta Cavaldonati e Nico Fioravanti, manda un messaggio importante sull’inclusione e la valorizzazione di questi atleti».
Cuore pulsante della “Due giorni del mare” è stata ancora la piazza di Ronchi che ha fatto da intelaiatura alla partenza e all'arrivo delle varie gare di categoria. Questa mattina la manifestazione sarà chiusa dalla prova a cronometro su una distanza di sette chilometri. Le premiazioni, come già avvenuto al termine delle gare di ieri, saranno effettuate nella cornice del Parco della Comasca. Un bilancio definitivo arriverà dunque nel tardo pomeriggio di oggi, ma – vista la partecipazione dei migliori atleti a livello internazionale, compresi i plurimedagliati atleti della nazionale italiana – già adesso si potrebbe parlare di successo senza rischiare di essere tacciati di dire una eresia. Insomma, considerando che sul lungomare di Marina di Massa, tra atleti e accompagnatori, sono arrivate circa 500 persone, l’iniziativa non potrà mai essere un fallimento, almeno per quello che riguarda l’aspetto della valorizzazione del territorio, in un momento storico che continua ad essere molto difficile.
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