Il dolore
Il professor Dolci: «Museo del Marmo, che giravolta»
L’ideatore critica le previsioni su Palazzo Pisani: «Sotto la gestione Forti neppure un reperto consegnato»
Carrara. «Da “Nuovo Museo del Marmo” a “Museo della città del Marmo”: una giravolta a 360 gradi quella dell’assessore Federica Forti riguardo a Palazzo Pisani». Il prof Enrico Dolci, già ideatore e curatore del Museo del Marmo, è fortemente critico. «Appena insediata - lo ricordo agli immemori - dichiarò pubblicamente di voler cambiare il Museo Civico del Marmo come se mettere mano a quel museo fosse l’unico e urgente problema in tema di cultura nella città. In realtà un problema c’era ed era costituito dal fatto che, prima del suo insediamento a palazzo civico, erano state eliminate dal percorso espositivo ben tre sezioni costituite dalle “Copie filologiche dei ritratti trecenteschi e rilievi del Duomo di Carrara”, dalle “Copie filologiche di una serie di icone marmoree di Carrara”, e dai “Bassorilievi storici restaurati”. Quindi non si tratta solo dei “calchi del bestiario del Duomo”, come da lei comunicato alla stampa, ma molto di più! Ma la signora dice di non saperne niente».
Prosegue Dolci: «Comunque, visto che l’assessore Forti ha recentemente dichiarato di avere avuto sempre a cuore il Museo Civico del Marmo, perché non ha provveduto al reintegro della struttura? Bastava consultare il catalogo del museo edito nel 2006, come tutti possono constatare, o chiedere all’ufficio cultura i motivi della sparizione di tutti quei materiali. Forse riteneva che i manufatti relativi all’artigianato storico carrarese non fossero abbastanza degni? Non solo, ma con la sua gestione del settore cultura è cessata l’acquisizione museale del tesoro archeologico di Carrara, unico in Italia e in Europa nel suo genere: si tratta dei semilavorati marmorei d’epoca romana, molti dei quali marchiati con iscrizioni latine, che, incredibilmente, ancora oggi vengono alla luce in cave attive di Carrara. Prima della Forti, erano stati consegnati al Museo del Marmo oltre ottanta reperti. Con la sua gestione, nemmeno uno».
Reperti abbandonati
Prosegue Dolci: «Questi fondamentali materiali storico-archeologici sono abbandonati nelle cave, con buona pace dell’Ordinanza Marchetti, tuttora valida, delle leggi sulla tutela dei materiali archeologici e dello scopo primario del museo: recupero e valorizzazione delle testimonianze della cultura del marmo nelle varie epoche. Scopo ben presente nello statuto dell’istituto ma del quale, evidentemente, l’assessore Forti non è a conoscenza. Come non sembra essere a sua conoscenza il fatto che la cava romana di Fossacava (rilevata archeologicamente per la prima volta dal sottoscritto e studiata in dettaglio in pubblicazioni note a livello internazionale) è ampiamente documentata all’interno del Museo del Marmo, anche se, purtroppo, nessuno ne ha aggiornato la documentazione, soprattutto dopo i recenti interventi effettuati nel sito. Sui quali, peraltro, ci sarebbe molto da commentare. Pertanto, è difficile comprendere la logica sottesa al progetto su Palazzo Pisani recentemente presentato in forma molto vaga sul piano museologico, in cui, come si legge sulla stampa locale, sarà costruito “un percorso emozionale che parte dai romani e arriva fino ai giorni nostri”».
«Sembra dunque di capire che il “nuovo” museo pescherà dal vecchio. Ciò lo lascia intendere anche una frase della Forti, forse dal sen fuggita, secondo cui l’Artemide di Fossacava potrebbe non restare in viale XX Settembre. Si tratta del pezzo archeologicamente più significativo (sicuramente sul piano emozionale, come direbbe Guido Canali, il progettista del restauro) dell’intero patrimonio archeologico di Carrara e del Museo del Marmo. Relativamente, poi, alla gestione amministrativa del sistema museale di pertinenza del Comune di Carrara, va tenuto presente che il museo proposto a Palazzo Pisani sarebbe il quarto in una città che fatica a gestire i tre esistenti anche sul piano dell’attrazione turistica. Anche questo è un altro risultato deludente della gestione Forti. Infine, un’ultima considerazione: il Museo Civico del Marmo quest’anno compie quarant’anni, essendo stato inaugurato nel Maggio del 1982. E proprio quest’anno l’assessore Forti annuncia la creazione di una nuova struttura che documenterà la storia del marmo di Carrara. Tema che è appunto quello fondamentale del Museo del Marmo, struttura “progressiva” cui dovrebbero affluire documenti e materiali relativi al marmo di Carrara. La tempistica dell’annuncio Forti è perfetta ma le motivazioni restano oscure. Almeno per chi cerca di ragionare di cultura e non di altro», conclude Dolci.
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