Il Tirreno

L’annIversario 

Il sopravvissuto: «Un tatuaggio dedicato alla vita»

Gianluca Uberti
Il sopravvissuto: «Un tatuaggio dedicato alla vita»

Angelotti era sul furgone precipitato nel crollo del ponte «Faccio ancora riabilitazione, spero di tornare al lavoro»

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AULLA. È ancora tutto ben presente nei ricordi di Andrea Angelotti. Quella maledetta mattinata di mercoledì 8 aprile 2020, quando vide il ponte che collegava Albiano Magra con località Bettola di Caprigliola disintegrarsi davanti ai suoi occhi. Era alla guida del furgone rosso del corriere Brt. Finì nel fiume Magra seduto davanti al volante, ne tornò su con la schiena a pezzi. Ma vivo. Ed è tutto talmente presente che Andrea Angelotti si è fatto tatuare sul braccio destro, i primi giorni di marzo, l’immagine del ponte crollato, dove risalta, bene in evidenza, il rosso del suo furgone. E una data: 8 - 4 - 2020.

«Era tanto - spiega Andrea Angelotti al telefono - che mi volevo fare questo tatuaggio, poi mia moglie me lo ha regalato per Natale. L’ho fatto perché quell’avvenimento, avendomi sconvolto la vita completamente, mi ha fatto capire l’importanza della vita e che bastano pochi secondi per perderla, può finire da un attimo all’altro. Sono rimasto segnato nel profondo, quindi ho voluto fare mio, per sempre, quello che mi è successo, imprimendomelo sul corpo». Ma c’è anche un pensiero per il furgone rosso: «Ho voluto che questo puntino rosso che si vede, il mio furgone, fosse il centro di questo tatuaggio, perché è a questo che devo la vita, mi ha salvato in gran parte anche lui. E se non mi ricordo male, il tatuaggio l’ho fatto il primo marzo scorso, che dovrebbe essere il solito giorno in cui il furgone, nel 2021, è stato rimosso dal greto del fiume, dopo che era stato portato via dalla piena del Magra».

Un rapporto, quindi, anche affettivo con il suo lavoro e con il suo furgone, che spera di potere tornare a guidare al più presto. Prima, però, c’è da terminare il percorso di riabilitazione alla Don Gnocchi a La Spezia, perché Andrea Angelotti, a seguito di ben tre operazioni chirurgiche, ha una vertebra di titanio e otto viti conficcate nella schiena. «Ed è grazie a queste che sto in piedi, essendosi compromessa definitivamente la vertebra che mi è stata tolta, sennò sarei, probabilmente, su una sedia a rotelle, sarei paralizzato» aggiunge.

Una riabilitazione ancora lunga e sempre più pesante, per mettere alla prova il tono muscolare. «Dopo le due operazioni chirurgiche di novembre e dicembre, l’ultima delle quali è servita per sistemare una vite pericolosa perché troppo vicina all’aorta, è iniziato il percorso riabilitativo di fisioterapia. Ora ho appena cominciato il secondo ciclo, a cui ne seguirà un terzo ed ultimo. Sono consapevole - aggiunge Andrea Angelotti - che la mia schiena è compromessa, che non tornerà mai più al 100%, ma voglio sperare fortemente che i medici non avranno nulla in contrario nel farmi tornare a fare il mio lavoro».

E poi c’è il dolore, quello fisico. «Va a giornate, ma il dolore c’è ancora. Mi sono dovuto adattare a questa nuova normalità, quindi va bene così, l’importante è essere in piedi». Poi c’è il dolore interiore, quello dello spirito, impossibile da cancellare.

«Il ricordo di quella giornata tremenda c’è sempre, c’è tutto, mi ricordo ogni cosa. Mi ricordo di una “normale” giornata di lockdown, con le strade deserte. Chissà come sarebbero andate le cose se il ponte fosse stato pieno di macchine e camion…» si chiede Andrea Angelotti, con la voce di chi è sopravvissuto a un dramma che poteva essere devastante ed epocale.

E chissà quante volte al giorno si guarda il tatuaggio, con quel puntino rosso, che si è fatto fare sul braccio destro. E quella data: 8 - 4 - 2020.

Monitoraggio

Stamani, tra l'altro, si svolgerà, presso il Comune di Aulla, un incontro del tavolo permanente per il monitoraggio del programma del commissario straordinario per la ricostruzione del ponte. Interverranno: il commissario straordinario Fulvio Maria Soccodato, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani; l’assessore alle infrastrutture della Regione Liguria, Giacomo Raul Giampedrone; il sindaco di Aulla, Roberto Valettini; il sindaco di Bolano, Alberto Battilani; la sindaca di Santo Stefano Magra, Paola Sisti; i sindaci dei Comuni dei territori della Lunigiana e della Val di Magra interessati dalle opere.



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