La manifestazione
Maltrattamenti a disabile: assolta
Una marocchina era accusata di aver vessato la conquilina ma non sono state raccolte ritenute sufficienti
MASSA. A processo per maltrattamenti e lesioni, una giovane marocchina è stata assolta dopo essere stata accusata di aver vessato per anni la sua coinquilina italiana. «Assolta- scrive il collegio presieduto dal giudice Ermanno De Mattia- perché il fatto non sussiste e per sopravvenuta rinuncia alla querela». «Abbiamo deciso di smettere di combattere- ha commentato a margine dell'ultima udienza Corrado Ceccarelli, avvocato della donna costituitasi parte civile- La mia assistita fa fatica a ricordare i fatti, non è più in grado di proseguire e sopratutto non avremmo ricavato nessun risarcimento. Quindi abbiamo deciso di chiuderla così». Le indagini però, a seguito delle denunce della donna, avevano disegnato un quadro grave: la donna, con diversi problemi di salute e una disabilità civile al 100%, viveva in una casa di proprietà, dove un giorno decise di ospitare una giovane marocchina bisognosa di un tetto. Le due coinquiline all'inizio andavano d'accordo: «Lei mi accudiva- racconta la donna- mi aiutava, mi lavava, faceva da mangiare e puliva casa. Io le volevo molto bene». Le indagini della Procura di Massa, però, iniziate nel 2021, parlarono di “maltrattamenti ripetuti, sofferenze psicologiche e fisiche, minacce e percosse”. La marocchina aveva preso possesso dell'appartamento, costringendo la proprietaria a vivere con la sorella e poi con la madre, impedendole di entrare in casa, dove aveva fatto arrivare anche il compagno. Ieri mattina davanti al collegio dei giudici, la donna ha tentato di raccontare cosa avvenisse nel suo appartamento e cosa le facesse la sua coinquilina, ma senza successo: era confusa, agitata, aveva subito negli anni altre operazioni e non è stata in grado di provare le sofferenze che aveva subito. «Prima mi fecero dormire sul divano, mentre loro due stavano nel mio letto. Poi presero un cane feroce- racconta- e non potei più entrare in casa; una volta lei mi colpì con una cornice di legno; mi disse che se volevo che il suo fidanzato andasse via gli dovevo dare 2mila euro; mi sparivano i soldi, le carte, lei era diventata aggressiva e violenta». La Procura accusò i due anche di detenzione di sostanze stupefacenti e ci fu un sequestro nell'abitazione della donna, che però, di fatto, fu costretta a lasciare casa per le vessazioni della sua coinquilina, aggravate (scriveva la Procura che all'epoca chiese e ottenne la misura cautelare dell'allontanamento) dall'essersi compiute ai danni di una disabile. Va detto anche che non c'era traccia di referti al pronto soccorso e che nessun testimone ha mai di fatto visto la marocchina maltrattare la sua amica. Alla fine anche il pm ha chiesto l'assoluzione della donna e il collegio ha confermato. Manuela D'Angelo
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