Attenzione
Sogegross, scattano le carte bollate
Ricorso straordinario al presidente della Repubblica da parte della società Power Marine che chiede quell’area
Massa. Il Comune di Massa tira dritto con la variante Sogegross, e allora a Power Marine non resta che presentare ricorso al Presidente della Repubblica, sperando così di vedere annullati tutti quegli atti di giunta che hanno dato avvio al procedimento urbanistico. E che ritiene illegittimi. Un ulteriore capitolo della querelle che si sta consumando intorno a quel lotto conteso della ex Dalmine, è emerso ieri mattina nella commissione Urbanistica, dove è avvenuta la lettura del ricorso straordinario. Ricapitolando la vicenda, quel lotto 1 ex Dalmine ricompreso nella zona del Consorzio apuano è di proprietà dal 2018 del gruppo Sogegross, che ha chiesto al comune di Massa una variante al regolamento urbanistico così da consentire commercio all’ingrosso, in un’area altrimenti destinata ad artigianale-industriale. Ma su quel lotto si sono concentrati gli interessi di un altro attore nella vicenda, cioè la società nautica Power Marine, che anzi vorrebbe farci nel rispetto dell’attuale destinazione d’uso un compendio immobiliare, così da aumentare la propria produzione. Le trattative tra le parti non hanno però avuto seguito (gennaio 2020), Sogegross nel frattempo avanza una richiesta di variante (aprile 2021), Massa avvia le procedure (18 novembre 2021). Quattro giorni dopo Power Marine presenta istanza di esproprio, in ragione del fatto che quel lotto è sostanzialmente inutilizzato. Sulla legittimità di tale richiesta si dovrà esprimere l’avvocatura regionale, ma intanto la procedura di variante va avanti, arrivando così al 15 febbraio 2022, quando gli uffici comunali attivano un procedimento di verifica di assoggettabilità a valutazione ambientale strategica (Vas). A stretto giro Power Marine, sentendosi pregiudicata dai provvedimenti del Comune, impugna gli atti del Comune e fa ricorso al Presidente della Repubblica. Secondo la società i motivi del ricorso sono diversi, precisamente otto. Il Comune di Massa avrebbe adottato tali atti «senza il preventivo e necessario coinvolgimento del Consorzio», al quale è richiesto un parere obbligatorio, seppur non vincolante. Ciò detto, «il Comune avrebbe dovuto comunque preventivamente valutare in autonomia la sussistenza dei presupposti per attivare la procedura di esproprio». Non solo, ma anche gli atti sarebbero stati adottati «in violazione di quelli sovraordinati di pianificazione, tra cui il Piano strutturale e il Piano di indirizzo territoriale della Regione»; gli stessi, poi, «non appaiono coerenti né con gli atti di indirizzo politico del Comune, né con altre parti del Regolamento urbanistico, non oggetto della proposta di variante». In ultimo, «la determina dirigenziale del 15 febbraio, con la quale il Comune ha recepito il parere reso dalla struttura organizzativa per l’attività tecnico-istruttoria in materia di Vas», sarebbe secondo l'impugnazione «illegittima anche per un vizio autonomo, nella parte in cui ha escluso la variante Sogegross dalla procedura di Vas». La lettura del ricorso è poi entrata nel dettaglio delle otto motivazioni, con riferimenti a statuto del Consorzio, decreti legge e leggi regionali. Insomma, secondo Power Marine ci sono stati vizi di legittimità, ed ha deciso di tutelare i propri interessi. Certamente questo non implica un annullamento o meno degli atti; ma sicuramente aggiunge un ulteriore colpo di scena alla vicenda.
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