Finanza
Papà non c’è più, lui regala i suoi libri
Marco Battistini ha catalogato i testi di suo padre medico. «Sono a disposizione degli studenti, poi li darò alla biblioteca»
MASSA. C’è qualcosa di potente nelle cose appartenute a chi hai amato. C’è la storia di un’intimità spezzata, di una vita familiare condivisa. Ci sono le foto scattate nei momenti felici, gli appunti presi e dimenticati.
Quando il dottor Mario Battistini, medico di famiglia amatissimo in città, se ne va, nel dicembre del 2020, suo figlio Marco, consigliere in maggioranza, non ce la fa a guardare, spostare, sistemare i libri di papà. Quel patrimonio di conoscenza medica che ha visto tante volte tra le mani di suo padre mentre studiava, analizzava casi clinici, si aggiornava. Adesso, che la distanza di tempo consente di gestire il dolore, Marco libera la biblioteca di casa e, di fronte a quelle centinaia di libri, così tanti da occupare una stanza, sente che le cose hanno senso nella utilità, nella possibilità di continuare a vivere. E decide di donarli quei libri. Agli studenti di Medicina, a chi la Medicina vuole scoprirla. Alla biblioteca. Certo suo padre, stimato per la capacità di darsi agli altri, apprezzato tanto che l’ordine gli ha dedicato l’aula magna, sarebbe felice di vedere i suoi libri riprender vita: «Ho scoperto quanto fosse grande la biblioteca di mio padre proprio quando ho deciso di sistemare i libri. In alcuni scaffali ne aveva riposti tantissimi. Credo che in totale i testi di medicina siano oltre 500, dagli anni ’70 fino al 2017. Alcuni su argomenti più generali, alcuni su tematiche specifiche». Qualche libro, una piccolissima percentuale, Marco lo tiene perché gli oggetti hanno potere evocativo e a lui i testi ricordano suo padre, la stragrande maggioranza dei volumi cerca, però, una nuova casa, una nuova utilità: «Ho suddiviso i testi per argomento, ho, in via informale, contattato amici e conoscenti interessati ai libri. Mi sono chiesto che cosa fare di quei testi, mi sono domandato che senso avesse spostarli da una libreria in una stanza di casa ad una in un’altra stanza, senza alcuna utilità. Così ho cercato di far sapere che i volumi sono disponibili. Oggi – così era già negli ultimi anni di lavoro di mio padre – tutto è digitale, ma a qualcuno i testi potrebbero servire, molti trattano di casi clinici o di studi medici che conservano la loro attualità. Attenderò ancora una settimana, poi i libri che rimarranno saranno donati alla biblioteca civica di Massa, ho già preso contatto con la direttrice Susanna Del Porto che si è resa disponibile».
La biblioteca a sua volta farà – spiega Marco – una catalogazione evitando così di mettere nella disponibilità dei lettori testi doppi o non attuali.
Marco i libri di suo padre li immagina nella biblioteca, riprendere vita, dare significato alla passione che molti hanno per gli studi medici: «Mi piacerebbe se nella biblioteca cittadina nascesse un’area dedicata proprio alla Medicina. Sono felice di pensare che i testi di mio padre possano acquistare nuova utilità, un nuovo senso».
Ridotare di senso le cose, nel rispetto di chi a quelle cose ha dato vita una prima volta. Per ricordare chi, come il dottor Mario Battistini, ha lasciato un segno nelle cose e nelle persone.
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