Sicurezza
Castello Malaspina, ecco le strategie dell’amministrazione comunale
Ricostruito l’iter che ha portato alla scelta della Earth. L’auspicio di una collaborazione per gli eventi con l’Istituto Valorizzazione Castelli
Massa. L’amministrazione comunale, concessionaria del Castello Malaspina, ricostruisce in una lunga nota i passaggi relativi al Castello Malaspina. Spiega che a partire dal 2020 «dopo una seria e attenta riflessione, ha ritenuto di non rinnovare la convenzione che ne affidava la gestione all’Istituto Valorizzazione Castelli Ivc, scaduta il 31/12/2019». Da qui la decisione, «Seguendo quindi un percorso amministrativo più corretto sotto il profilo dell’affidamento, che tenesse conto anche di un’oculata gestione delle somme erogate, si decideva di procedere attraverso un affidamento della gestione dello stesso (come previsto dall’art. 115 comma 1 e 3 del codice dei beni culturali) attraverso un bando pubblico». Si fa presente che il Castello è di proprietà del Demanio, che rimanda alla Sovrintendenza dei beni culturali la gestione amministrativa: perciò il Comune ha provveduto ad inviare il bando alla Soprintendenza di Lucca per le opportune osservazioni.
«Dopo la chiusura a causa pandemia da Covid-19, il Castello è stato dunque riaperto per un breve periodo da metà giugno 2020 fino all’autunno dello stesso anno e per quel lasso di tempo si è provveduto ad un affidamento diretto al gestore uscente Ivc, così come si è continuato a fare nel 2021, per periodi brevi, nelle more delle risposte da parte della Soprintendenza, precisando ogni volta nelle determine di affido tale circostanza. Va precisato che da inizio 2020, causa la pandemia, è stato piuttosto difficile programmare iniziative di alcun tipo al Castello, come negli altri luoghi della Cultura. In termini di Valorizzazione occorre comunque ricordare che al Castello è stata presentata la mostra delle opere che all’interno del progetto “Pace e Amore” ha portato i nostri artisti a Expo Dubai 2020/21 patrocinata dall’Amministrazione. Sono state realizzate diverse “personali” di artisti di rilevanza nazionale, selezionati dal Prof. Puntelli, che hanno riscosso un ottimo successo. È inoltre proseguito l’accesso di visitatori, locali e turisti, in tutti i periodi in cui l’apertura è stata resa possibile. Ed ancora, nel corso del 2021, pur con tutte le difficoltà di accesso del pubblico, ci siamo attivati per organizzare nuovi eventi in occasione della festa di Halloween e nel corso delle ultime festività natalizie, che hanno incontrato il favore di numeroso pubblico».
Gli interventi fatti
«L’Amministrazione ha poi mantenuto serrati i rapporti con l’ente proprietario, tant’è che la Soprintendenza ha dato corso ad un serie importante di interventi di restauro urgentissimi: valga per tutti la ricostruzione della merlatura che era stata danneggiata e la pulizia delle mura interne da erbe infestanti. A ciò si aggiunga il non irrilevante finanziamento ottenuto da parte nostra per un importo di 750.000 euro finalizzato a realizzare tutti quegli interventi volti a consentire al Castello di poter tornare perfettamente operativo. Tornando quindi a fine 2021, è stata attivata una manifestazione d’interesse per la gestione del Castello con invito rivolto a quattro enti gestori, compreso Ivc, che quindi era stato edotto del percorso. Si è provveduto ad un nuovo affido ad Ivc con scadenza 28/02/2022 per permettere agli uffici l’apertura delle buste e la valutazione delle proposte presentate. Solo due enti hanno presentato una proposta, Earth e Ivc ed è risultata essere migliore, sia qualitativamente che economicamente, la proposta del primo soggetto. Prontamente Ivc è stato informato, anche del fatto che il nuovo gestore avrebbe avuto piacere di un incontro per poter coinvolgere il personale già in servizio, oltre che per avere tutta la documentazione relativa alla sicurezza. A sostegno dei buoni rapporti sempre mantenuti con Ivc il dialogo avveniva molto spesso attraverso gli uffici, a significare che nulla è stato fatto di nascosto».
Si fa notare che Ivc «è un istituto pubblico al quale il Comune di Massa aderisce con una quota partecipativa, così come altri quindici comuni nel territorio, ma gestisce solo 3 siti: Il castello Aghinolfi e quelli di Lusuolo e Malgrate. Anche il Comune di Pontremoli è ad esempio importante socio dell’Istituto, ma ciò, nella sua autonomia, non gli ha impedito di far gestire da tempo il Castello del Piagnaro ad altra associazione. Resta il fatto che gli affidi di gestione del Castello, in attesa del bando, sono volti all’apertura e alla chiusura, alla piccola manutenzione ed alla pulizia. Nessun impedimento a che l’Istituto Valorizzazione Castelli possa presentare proposte che vadano proprio in quella direzione, cioè eventi o iniziative che valorizzino il nostro bellissimo Castello. Anzi questo sarà l’obiettivo al cui conseguimento collaboreremo assieme alla direzione dell’Istituto, al cui Presidente Arch. Corrado Lattanzi rinnoviamo piena fiducia, anche in forza dell’ottimo lavoro sin qui svolto. Diverso il tema dell’apertura e chiusura dell’accesso al Castello stesso».
Sottolinea ancora l’amministrazione: «Abbiamo sempre chiarito che nostra intenzione, riguardo la gestione del Castello Malaspina, sia quella di affidarla, secondo le norme, attraverso un bando, che metta fra le sue priorità proprio la valorizzazione del sito».
Rete Reprobi
Altro tema. «Corre l’obbligo di precisare che al 31/12 scadeva la convenzione della Rete Re.Pro.Bi alla cui assemblea, oltre ai Comuni, partecipavano Archivio di Stato, Accademia Belle Arti, Diocesi, Fondazione Malaspina, ed altri. Nella nuova stesura questo organo è stato sostituito dalla Conferenza dei sindaci, che estromette tutti gli altri enti. In virtù anche di quanto dettato dalla normativa, abbiamo ritenuto di richiedere alcuni chiarimenti e ciò a partire dalla presenza di un istituto di coordinamento che non aveva più le caratteristiche di legge per ricoprire questo ruolo (Comune di Bagnone), e meno ancora le aveva l’Ivc, a cui nella nuova convenzione è stato affidato l’incarico di “segreteria”. In effetti la Regione interpellatai, ha rilevato la correttezza delle nostre osservazioni e ha chiesto di individuare un altro ente coordinatore, che il Presidente Gianni Lorenzetti ha deciso di riconoscere nell’Archivio Provinciale. Anche su quest’ultima scelta restiamo perplessi e ci stupisce davvero la preoccupazione della minoranza quando, in presenza di dubbi, questa Amministrazione si rivolge agli organi superiori, in questo caso la Regione, per avere chiarimenti e spiegazioni: puntualmente ci atteniamo alle direttive».
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