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In tribunale 

Massa, caso Oasi Surf Skating, tutti e tre assolti gli accusati

Aula di tribunale (foto d'archivio)
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Aula di tribunale (foto d'archivio)

Davanti al giudice erano finiti la ex titolare Barbara Zucchelli per truffa, il dirigente comunale Fabio Mercadante e il funzionario Marco Uzzo 

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MASSA. Tutti e tre assolti: finisce così, dopo quasi tre anni dall’inizio dell’inchiesta, la vicenda che aveva portato all’imputazione per abuso di ufficio dell’ex dirigente del Comune di Massa Fabio Mercadante e del funzionario Marco Uzzo, e, per truffa dell’ex titolare dell’Oasi Surf Skating Barbara Zucchelli.

Secondo la procura, l’imprenditrice avrebbe dato in affitto lo stabilimento omettendo il fatto che non poteva fare ristorazione e provocando così all’affittuario un presunto danno di oltre 200mila euro. Eppure, lì dentro, il ristorante c’è sempre stato, fino al 2018 gestito da Arnaldo Del Francia, un passato da skipper su navi di imprenditori e noti uomini d’affari e la passione per i fornelli. Con lui, nella gestione, c’era anche il figlio, Fabrizio. Era stato quest’ultimo a presentare la denuncia nei confronti di Barbara Zucchelli, ex proprietaria dello stabilimento che comprende anche il centro nautico e sportivo.

Il procedimento davanti al giudice era lo stesso, ed erano finiti nel fascicolo della procura, anche se per una vicenda in parte slegata a questa, anche Fabio Mercadante, dirigente del Comune di Massa, e Marco Uzzo, referente dell’ufficio mare, accusati di abuso di ufficio. Secondo la procura avrebbero concesso una proroga ventennale allo stesso stabilimento balneare (in data successiva alla presunta truffa), nonostante, secondo l’impostazione della procura non ne avesse diritto.

Tutti e tre gli imputati, davanti al giudice dell’udienza preliminare, hanno scelto il rito abbreviato perché si ritenevano innocenti. Anzi, secondo gli avvocati, come dissero alla prima udienza, «è tutto un grosso equivoco e verrà dimostrato». E così è stato.

In merito alla Zucchelli, difesa dall’avvocato Luca Tranchina, l’assoluzione è arrivata perché l’azione penale non doveva essere iniziata per difetto della condizione di procedibilità. Il giudice Dario Berrino ricostruisce che la Capitaneria di Porto aveva svolto i controlli nel febbraio del 2018, riscontrando che l’Oasi Surf Skating era aperta al pubblico e svolgeva attività di ristorazione con il mancato rispetto, da parte del concessionario, di quanto consentito dalla concessione stessa.

Il problema è che la querela da parte di Fabrizio Del Francia, gestore dell’attività, è stata presentata solo il 16 agosto del 2018, e cioè ben oltre i tre mesi previsti dalla normativa: Del Francia aveva già a febbraio scoperto di non poter svolgere attività di ristorazione. Querela tardiva, pertanto non si deve procedere nei confronti della Zucchelli, da qui l’assoluzione.

Per quanto riguarda invece Mercadante (avvocato Enzo Frediani) e Uzzo (avvocato Giovanna Barsotti), il loro coinvolgimento nasce quando nel luglio 2018 la Zucchelli chiedeva l’autorizzazione a far subentrare nella propria concessione la società Lts di Walter Guglielmino. A fine luglio, il dirigente attività produttive e Suap Mercadante, autorizzava su proposta di Marco Uzzo quale responsabile del procedimento delle pratiche dell’ufficio del Mare, il subingresso nella concessione per il centro nautico e il ristorante e spiaggia attrezzata annesso alla struttura, “La casina del mare”, e il 10 ottobre 2018 approvava la bozza di atto formale.

Il punto chiave per il quale si arriva all’assoluzione è che l’istanza del 6 agosto 2018 con la quale Walter Guglielmino chiede l’estensione temporale della concessione (essendo subentrato nella concessione alla ditta Oasi Surf skating di Barbara Zucchelli) era basata su una consulenza giurata davanti a un notaio, da cui risultava che il valore residuo del costo degli investimenti effettuati sulla concessione demaniale era pari a 300mila euro; e un perito commercialista attestava che alla luce degli investimenti effettuati, la società Lts “rientra nei parametri normativi di proroga della concessione per 20 anni”. Osserva il giudice: «Se si tiene conto che secondo le linee guida della Regione Toscana “gli ammortamenti residui sono equiparati ai nuovi investimenti ai fini della valutazione”, non paiono esservi ragioni per dubitare del fatto che Mercadante e Uzzo avevano a disposizione elementi sufficienti per poter lecitamente ritenere sussistenti tutti i presupposti di legge ai fini del rilascio dell’estensione temporale per vent’anni».

In udienza, per altro, il dottor Mercadante aveva ulteriormente chiarito di essersi basato sulla perizia giurata del commercialista, ma aveva spiegato di aver comunque commesso un errore da un punto di vista amministrativo, come in altri tre casi sovrapponibili: ossia di aver preso per buoni gli investimenti consistenti nell’acquisto dello stabilimento balneare da parte di Walter Guglielmino, mentre a dover essere presi per buoni dovevano essere solo gli investimenti per la costruzione e realizzazione della struttura. Sulla base del vizio amministrativo, l’atto era stato soggetto, da parte dello stesso Mercadante, a revisione formale come per gli altri tre casi. Insomma, buona fede e incompatibilità con il reato contestato, ossia l’abuso d’ufficio che richiede l’intenzionalità di procurare un vantaggio o un ingiusto profitto. Al massimo, commenta il giudice Berrino, gli si può muovere un rimprovero. Ergo, Mercadante e Uzzo assolti perché il fatto non costituisce reato.




 

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