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Carrara, Sara e la sua seconda vita, lo sport per i bimbi speciali
Ha perso il lavoro da parrucchiera durante il periodo più duro del lockdown. Grazie a un corso online è diventata istruttrice Fidal e ora lavora con i piccoli
CARRARA. Lo sport è sempre stata la sua passione, fin da quando aveva cinque anni. Oggi, che di anni ne ha quaranta (ma non li dimostra!), Sara Tognini di quella grande passione ne ha fatto un mestiere. Il suo mestiere. Con un’attenzione particolare per quei bambini che lei chiama semplicemente speciali e che sono i piccoli affetti da sindrome di down e autismo. La storia di Sara, e della sua rinascita, da parrucchiera a tecnico Fidal (Federazione italiana atletica leggera) comincia nel periodo più buio di un recentissimo passato: quello della pandemia e del lockdown. Sara si è trovata, come tante sue colle con il negozio chiuso e l’impossibilità ( in piena zona rossa) di praticare il suo tanto amato sport. Sara non si è persa d’animo. La sua è la storia di una seconda vita.
«Di stare a poltrire sul divano proprio non ne volevo sapere - ci racconta Sara – era un periodo terribile, ho reagito mettendomi a studiare. On line ho trovato il corso Fidal per il brevetto di tecnico istruttore e mi sono messa sotto: in sei mesi ce l’ho fatta».
Sara è diventata tecnico istruttore e ha cominciato a lavorare con i bambini grazie a una associazione molto nota e apprezzata in città, la Stracarrara.
«Volevo lavorare con i bambini e grazie a Francesco Pellegrini ho cominciato subito al campo scuola di Carrara – spiega Sara – Faccio il lavoro che amo, alleno i piccoli dai cinque ai 10 anni». Ma come tecnico Fidal Sara fa anche una cosa in più. «Lavoro con i bambini speciali, affetti dalla sindrome di down e autismo – spiega – sono la mia forza».
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