Il Tirreno

Assistenza ai profughi 

La missione in Ucraina con Rainbow4Africa e la ninna nanna del dottor Antonelli

Chiara Sillicani
La missione in Ucraina con Rainbow4Africa e la ninna nanna del dottor Antonelli

L’anestesista dell’Opa pronto a partire per Odessa Colonna sonora la canzone del medico dedicata ai bambini

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MASSA. Adesso la sua ninna nanna, le sue parole, sono la colonna sonora di una missione umanitaria. Sono la solidarietà senza confini, il dolore che diventa volontà di contribuire, sostenere, aiutare.

Pensava ai bambini, il dottor Stefano Antonelli, quando ha composto quella ninna nanna. Pensava ai piccoli che “addormenta” in sala operatoria, per accoglierli con un sorriso gigantesco quando riaprono gli occhi. A quelli che ha contribuito a salvare in 13 anni di missioni con “Emergenza sorriso”, a quelli che adesso piangono sotto le bombe e si aggrappano forte forte a mamma e papà. Pensava ai suoi figli, a quando, piccoli, si addormentavano tra le sue braccia.

Stefano Antonelli, anestesista e rianimatore all’Opa, 56 anni, musicista per passione, si è seduto al piano ed ha composto una dolcissima ninna nanna dedicata ai bambini ucraini. Ai loro papà. Alle stelle che non ci sono più, sostituite dalla bombe, ai giochi lasciati in una casa distrutta, alla mamma che non c’è. Il sogno di Stefano Antonelli era che quella ninna nanna diventasse colonna di una missione umanitaria. E il sogno si è avverato. “Ninna nanna Topino mio” diventa colonna della missione di Rainbow4Africa con cui il dottor Antonelli ha già collaborato: sull’isola di Lesbo ha accolto, infatti, i profughi siriani, e curato i bambini in fuga dalla guerra. È pronto a farlo ancora: in questi giorni parte la colonna mobile di Rainbow4Africa diretta in Moldavia. Un autobus ospedale con sala operatoria e otto posti letto di cui 4 intensivi, una clinica mobile che sarà allestita alla frontiera di Palanca a pochi chilometri da Odessa. Una missione umanitari e sanitaria a cui il dottor Antonelli è pronto a partecipare, per sostenere e curare – se necessario – grandi e piccini in fuga dalla guerra in Ucraina: «Rainbow4Africa mi ha contattato, abbiamo già collaborato, a sostegno dei profughi siriani e siamo pronti a farlo di nuovo di fronte alla guerra in Ucraina. Appena servirà la mia presenza, per garantire assistenza sanitaria, chiederò ferie e partirò». Per curare, salvare e per far fare la nanna a tanti piccoli “topini nostri”.



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