Il Tirreno

Un museo del Novecento al Palazzo Centurione

Gianluca Uberti
Gli spazi già recuperati della Sale delle Muse con un piccolo cinema
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Gli spazi già recuperati della Sale delle Muse con un piccolo cinema

La proposta dell’associazione “Fili di Juta” per valorizzare la storia della Filanda. Il sindaco: sì ad un progetto interattivo, per la ristrutturazione servono risorse

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AULLA. Chi ha i capelli bianchi ad Aulla e dintorni non può non ricordare lo stabilimento industriale Montecatini, la Filanda, nel quartiere della Ragnaia, che ora non esiste più. Tanti hanno lavorato in quello stabilimento, fino a 1.500 furono gli occupati, chi come operaio, soprattutto donne, chi come impiegato negli uffici.
Per questo, per non dimenticare una storia importante, iniziata nel 1916 e conclusasi a fine anni ’80, nel 2018 nasceva l'associazione “Fili di Juta”, il cui fine è recuperare e valorizzare la memoria di quello che era un vero e proprio quartiere-mondo e della sua gente. E ora la presidente dell’associazione, Melania Sebastiani, lancia una proposta all’amministrazione comunale a seguito dell’articolo di domenica del Tirreno, in cui si parlava di un futuro piccolo cinema nella settecentesca Sala delle Muse, ubicata al piano terra dello storico Palazzo Centurione.La proposta è quella di realizzare un museo permanente della Filanda, più in generale un museo del Novecento, in uno degli spazi all’interno di Palazzo Centurione, che ha riacquistato l’agibilità dopo il terremoto del giugno 2012: «Abbiamo già tanto materiale a disposizione – spiega Melania Sebastiani – per realizzare il museo, da documenti sindacali a fotografie d’epoca, per arrivare ad una macchina stampatrice. Poi, se questa idea diventasse realtà, ci sono già diverse persone che sarebbero disponibili a donarci materiali e oggetti appartenuti alla Filanda» aggiunge la presidente dell’associazione “Fili di Juta”.
Un’idea, quella del museo, che era già stata evocata, in un paio di disegni, dalle bambine e dai bambini delle scuole elementari della Ragnaia, i quali, nel 2019, avevano realizzato un libricino proprio sulla Filanda, intitolato “La fabbrica di ricordi”.
«con il sindaco di Aulla, tra l’altro, ne avevamo già parlato» aggiunge la presidente dell’associazione “Fili di Juta”. Interpellato in proposito, il primo cittadino aullese, Roberto Valettini, conferma che l’idea di fare un museo della Filanda era stata già messa sul tavolo: «Sicuramente c’è l’intenzione di fare qualcosa di interattivo, mentre per un museo “fisico” l’ipotesi c’è, ma c’è nella misura in cui riusciremo a recuperare dei finanziamenti. Perché è vero che Palazzo Centurione ha recuperato l’agibilità sismica, ma questo non basta, visto che occorre, ad esempio al primo piano, mettere in sicurezza gli spazi dove potrebbe essere ospitato il museo» sottolinea Valettini. È dalla Sala delle Muse che sta lentamente tornando a nuova vita lo storico Palazzo Centurione, ubicato ai bordi del centro storico aullese, nelle immediate vicinanze dell’abbazia di San Caprasio e della confluenza fra il fiume Magra e il torrente Aulella.E il ritorno alla vita, come accennato, parte dalla settecentesca Sala delle Muse, al piano terra, una location molto cara agli aullesi, sorta di teatrino comunale lasciato per anni in stato di abbandono e preda del degrado. Negli anni ’50 del secolo scorso si ballava in quelle stanze; poi vi venivano organizzate le feste del Carnevale e tutto ciò che aveva una valenza ricreativa e culturale, all’insegna dello stare insieme.

 

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