Il dolore
Trova portafoglio pieno ma senza documenti e risale al proprietario
All’interno le pensioni di due anziani per mille euro in tutto. La figlia tramite Facebook raggiunge l’uomo del ritrovamento
Pontremoli. È una di quella storia che scaldano il cuore e di questi tempi fanno davvero bene. Storie di persone anziane che sono i pilastri delle comunità locali in una terra come la Lunigiana. Moglie e marito, in giro per acquisti, perdono il portafoglio contenente circa mille euro, l’equivalente delle due pensioni percepite. E non se ne accorgono. Portafoglio e denaro all’interno sarebbero potuti andare persi per sempre visto che non erano accompagnati da alcun documento di identità. Insieme al denaro c’era, però, la tessera del supermercato Conad che richiede (ovunque) un documento di identità per essere rilasciata. E qui entra in scena il signor Ferdinando, 76 anni, che non si è arreso. Portafoglio alla mano – grazie alla disponibilità degli addetti del supermercato che si sono attivati per aiutarli – è riuscito a recuperare il nominativo del titolare della tessera, un uomo di 87 anni. «Quando mio padre ha ricevuto la telefonata», racconta la figlia Antonella, «non sapeva di aver perso il denaro. Poi mia madre ha controllato nella borsa dove avrebbe dovuto essere il portafoglio che, effettivamente, non c’era più». Era al Conad, dove il signor Ferdinando l’aveva lasciato custodito in sicurezza.
Nello shock della notizia marito e moglie non hanno chiesto i dati del signor Ferdinando. Così la loro figlia si è attivata attraverso la pagina Facebook “Pontremoli Today” che molte vicende locali racconta ed è partito il tam tam che ha portato i proprietari del portafoglio a poter contattare Ferdinando: «L’ho sentito e lo andrò a trovare», aggiunge Antonella che ringrazia anche a nome dei suoi genitori sia “Pontremoli Today” sia chi – rispondendo all’appello – l’ha aiutata a risalire a Ferdinando. Grazie anche agli addetti del supermercato, in questa storia dove nessuno si è girato dall’altra parte. «Questa storia va raccontata come esempio di civiltà, di comunità», conclude Antonella.
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