Lutto
«Spostiamo i resti di don Emilio in una nicchia dentro la parrocchia»
La proposta di don Francesco Sordi, parroco di Pallerone. Il prete evitò che i nazisti facessero saltare il polverificio
AULLA. Parla il parroco della frazione aullese di Pallerone, don Francesco Sordi. Lo fa il giorno dopo che è venuto a galla il caso di don Emilio Tonacci, il prete-eroe che salvò da sicura fucilazione decine di antifascisti durante la Seconda Guerra mondiale, le cui spoglie mortali rischiano di finire in una fossa comune. «Si potrebbe creare una sorta di cassettina, una nicchia che», sono le parole del parroco di Pallerone, potrebbe essere collocata all’interno della chiesa parrocchiale di San Tommaso Becket, in modo da rendere il giusto omaggio a un parroco che ha fatto tanto per questa comunità. Certo, bisogna vedere qual è lo stato di decomposizione della salma, ma ricordo che questa soluzione è stata adottata, a Licciana Nardi, per don Savino Giuseppini».
Don Emilio contribuì a impedire che i nazisti facessero saltare in aria il polverificio, andando a parlare personalmente col maresciallo Josef Schiffer, il quale disubbidì all’ordine di distruzione dell’allora munizionamento, salvando quindi gran parte della gente di Pallerone. Quel polverificio che, poi, diede da lavorare a tante persone dopo la guerra. Il problema è che sono scaduti i termini di legge in base ai quali i resti di don Emilio possono restare nel loculo. È dal 1956 che si trovano dietro una lapide nel cimitero di Pallerone, quindi da 66 anni, ma per lunedì 28 marzo è previsto l’inizio dei lavori di esumazione ed estumulazione.
«In Comune», continua don Francesco, «mi hanno detto che piuttosto che andare a spaccare la lapide, forse è meglio lasciare al suo posto i resti di don Emilio. Infatti, a quanto ho appreso, dovrebbe essere già stata emanata una delibera per fare sì che restino dove sono» fa sapere don Francesco Sordi, anticipando una notizia che non può che rendere felici tutti i parrocchiani. «E anche io ne sarei molto contento naturalmente», aggiunge il parroco di Pallerone. Un personaggio come don Emilio, infatti, merita ancora di avere un posto in cui potere essere ricordato. E non importa se sono trascorsi ormai 80 anni dai tragici eventi della Seconda Guerra mondiale, perché don Emilio ha salvato chi ha messo la propria vita a rischio per permetterci di essere liberi nel 2022. Qualcuno, infatti, ha ancora a cuore un prete tanto eroico e, di fronte al fatto che l’inizio dei lavori di esumazione ed estumulazione è previsto per lunedì 28 marzo, ha apposto con lo scotch un foglio di carta sulla lapide di don Emilio, sul quale ha scritto a penna un messaggio per il sindaco di Aulla, Roberto Valettini. Ecco il messaggio: «Questo loculo si prega di lasciarlo perpetuo perché è un eroe di Pallerone, in quanto ha salvato centinaia di persone in tempo di guerra e non. Palleronesi non lo permettete».
Dagli anni ’40 del secolo scorso ai giorni nostri il passo non è breve, ma è grazie ai media contemporanei che un messaggio scritto a penna su un pezzo di carta, riguardante fatti di 80 anni fa, può ottenere un grande riscontro. Ed è quanto accaduto grazie a Facebook, attraverso il quale un cittadino di Pallerone, Matteo Maggiani, ha rilanciato la vicenda, con tanto di foto della lapide di don Emilio con sopra il messaggio. Maggiani ha corredato le foto con alcune parole e spiega: «Personalmente, quando toccherà ai miei cari cedere il loculo per termine di scadenza, non farò opposizione. E non perché non mi interessa la fine che possano fare i loro resti, ma perché sono solo “miei”. Mentre quelli di don Emilio appartengono a tutti i palleronesi».
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