Trasporti
«Pasquali va in pensione: l’Endoscopia è a rischio»
Pianeta sanità, il Comitato Sos Salute chiede alla politica di intervenire: «Anche i cittadini della Lunigiana devono avere pari dignità, servono risposte»
FIVIZZANO. Lo storico medico chirurgo dell’ospedale cittadino va in pensione e il servizio di Endoscopia rischia di sparire. È il Comitato Sos Salute Lunigiana a denunciare con una nota la situazione che si verrà a creare dal prossimo 1° aprile quando il dottor Luciano Pasquali non eserciterà più, essendo in pensione dal giorno prima. «Rischiamo di assistere all'ennesima occasione di depotenziamento per l'ospedale di Fivizzano e delle sue capacità sanitarie- scrive il Comitato- in quanto con la fine dell'emergenza (31/03/22) con ogni probabilità dovrà terminare anche l'attività del dottor Pasquali che conduce da anni e in modo encomiabile il sevizio di Endoscopia: su Fivizzano (martedì e giovedì) e anche a Pontremoli, per esigenze dei reparti, il mercoledì».
Il Comitato riferisce poi quanto alcuni utenti hanno constatato telefonando al Cup per prenotare una endoscopia a Fivizzano «e si sentono rispondere che la fascia di prenotazione del martedì è stata chiusa, rimane solo il giovedì ma, ovviamente su Pontremoli si mantiene regolarmente aperto il lunedì e il venerdì».
Quindi il rammarico del Comitato che si occupa di Salute nel ricordare che «il servizio su Fivizzano ha sempre funzionato a pieno regime e nell'ultimo anno sono stati circa mille i cittadini, provenienti anche dalle vicine province toscane e non solo, che hanno trovato soddisfazione alla loro richiesta godendo della professionalità e delle capacità dei nostri medici». Rammarico anche in considerazione, prosegue il Comitato «che in questi anni abbiamo purtroppo assistito a un continuo smobilitamento dell'ospedale: prima l'ortopedia ridotta al lumicino con due soli ambulatori settimanali e qualche intervento di sala operatoria, ora l'Endoscopia». Si entra sull’aspetto politico «la frase che ci è spesso stata ripetuta dalla politica è stata –scrive il Comitato- non ci sono organici medici a sufficienza e che Fivizzano non sarebbe una destinazione gradita.Ma di cosa parliamo? Trattandosi di un servizio pubblico questo non è accettabile e si può spostare del personale, serve però la volontà politica di farlo. Ma dov’è la politica locale? E la Regione?». Scrive il Comitato: «Il Presidente della Regione, che era stato ospite della tre giorni sulla sanità organizzata proprio a Fivizzano che provvedimenti sta prendendo in merito? Si è tanto parlato della rete dei piccoli ospedali integrata con i "grandi" ma dove?».
Una serie di interrogativi che si concludono con «perché i piccoli ospedali non vengono attrezzati per smaltire le lunghe liste d'attesa createsi con la pandemia nei grandi ospedali?». E ancora: «Purtroppo in questi anni abbiamo assistito a continui tagli fatti con calcolatrice e righello sulla base del numero di abitanti dimenticando che anche gli abitanti delle zone periferiche hanno la loro dignità e che chi nasce in Lunigiana ha gli stessi diritti di chi nasce a Firenze. Se di risorse economiche insufficienti stiamo parlando si può tranquillamente dire che i soldi per burocratizzare e ingessare sempre di più la sanità pubblica spesso si trovano mentre per mantenere i servizi nelle zone montane si fa sempre più fatica. A tal proposito per ovviare a tutte queste criticità sarebbe opportuna il prima possibile la nomina di un direttore di zona che possa occuparsi compiutamente dei problemi della sanità locale e dei due ospedali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
