Il Tirreno

La guerra in Ucraina

Il lungo viaggio e il sonno dei bimbi: con la Misericordia di Massa la salvezza è in aereo

Chiara Sillicani
Il lungo viaggio e il sonno dei bimbi: con la Misericordia di Massa la salvezza è in aereo

La confraternita massese organizza i voli da Cracovia a Pisa. E lavora a un progetto per inserire i piccoli profughi all’asilo

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MASSA. C’è una scatola piena di giochi sul sedile. Ci sono i biscotti golosi e le barrette al cioccolato. Loro, piccoli piccoli, doposci per tenere i piedini caldi e sciarpa stretta al collo, salgono sul pullmino della Misericordia di Massa: non li vedono i biscotti e neppure il cioccolato. Aspettano che salga mamma, che trovi posto, poi si accomodano sulle sue gambe, così forti da aver camminato per ore, e dormono. Silenziosi, confusi da una lingua che non capiscono, dal saluto pieno di lacrime dato a papà, da mamma che continuava a dire che c’è da camminare perché al confine polacco qualcuno può aiutarli, portarli fino in Italia, fino in Toscana, a Massa. Dove la neve non c’è e i doposci si mettono solo per andare in vacanza.

Lo sconvolgono e travolgono quei bambini, Bruno Ciuffi, presidente della Misericordia. Lo sconvolge la normalità di quei cappellini così “occidentali”, di quelle scritte sulle felpe che riportano ad una normalità straziata. I bambini ucraini sul pullmino della Misericordia che viaggia verso Massa vogliono solo dormire. Prima della cioccolata, chiedono il sonno.

Ne ha già fatti diversi di viaggi la Misericordia massese fino al confine polacco. Quattromila chilometri, quaranta ore e una 20ina di persone già arrivate in città, accolte da amici, parenti, amici di parenti: «Alcuni viaggi – spiega Bruno Ciuffi – li abbiamo organizzati su richiesta della nostra centrale operativa, ma in gran parte sono famiglie locali a contattarci: persone che hanno parenti in Ucraina e ci chiedono di raggiungerli per portali in salvo». Pullmino, due autisti volontari, chilometri e chilometri.

Adesso la Misericordia di Massa quel lungo viaggio ha deciso di accorciarlo e i profughi li porta in Italia via aereo: Cracovia–Pisa e poi una mezz’ora di autostrada fino a Massa. Una rete messa in piedi dalla confraternita massesecon la collaborazione di un sacerdote polacco: «Organizziamo il viaggio dei profughi fino a Cracovia dove vengono accolti in una struttura religiosa. Noi facciamo arrivare on line i biglietti a Cracovia, i sacerdore li stampa e li fornisce a mamme e bambini. Li accompagna all’aeroporto e noi andiamo a prenderli a Pisa. Venerdì arriveranno via aereo una mamma e i suoi due bimbi, il più grande di 4 anni e il più piccolo di 12 mesi». Per quei bambini la Misericordia sta mettendo a punto un progetto di inserimento: un asilo privato ha dato disponibilità ad accoglierli. «Le insegnanti sono pronte – spiega Ciuffi – e non siamo loro davvero grati. I piccoli già arrivati in Italia, però, faticano a lasciare la mamma e le madri a lasciare loro». Difficile allontanarsi dall’unica persona che ti rimane, l’unica speranza. Ancor più difficile se quella persona è mamma e papà è lontano migliaia di chilometri. In guerra.

I viaggi verso la salvezza e la raccolta di generi alimentari: «Abbiamo fatto rete con le altre associazioni. Noi – spiega Ciuffi – ci occupiamo soprattutto di raccogliere cibo, Croce Rossa farmaci e Caritas abiti. Domattina (leggi stamani) partirà il nostro primo tir di prodotti alimentari, alla volta dell’hub pisano della Misericordia per raggiungere l’Ucraina. Abbiamo distinto i prodotti in base al genere merceologico per rendere più agevole la distribuzione. Un 10% di quanto raccolto, lo abbiamo trattenuto per sostenere le famiglie ucraine in Italia. Nei giorni scorsi, infatti, abbiamo consegnato una decina di spese». Perché c’è da far fronte all’emergenza, ma c’è anche da garantire continuità nell’accoglienza e nell’assistenza: «Ci auguriamo tutti che i profughi possano tornare il prima possibile alle loro famiglie, alle loro abitudini, ma questa emergenza potrebbe durare a lungo. La nostra non deve essere una reazione sull’onda dell’emotività, dobbiamo essere in grado di rispondere ai bisogni della popolazione ucraina anche nei prossimi mesi». Con vicinanza, sentimento e organizzazione.

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