Sicurezza
«Subito i lavori alle sale operatorie»
Il grido di allarme della sanità della Lunigiana nell’incontro del sindaco Ferri con la direzione Asl
pontremoli. La nomina di un Direttore di presidio Lunigiana che abbia la propria Unità operativa complessa «è ormai improcrastinabile e risponde, oltre che ad una corale e datata richiesta dei Comuni della Lunigiana, anche a un recente e preciso indirizzo del consiglio regionale»:è questo uno dei nodi della sanità lunigianese portato al direttore generale della Asl Toscana Nord Ovest, Maria Letizia Casani. Che il primo cittadino ha incontrato, nei giorni scorsi, insieme al proprio vice, Clara Cavellini che il pianeta sanità conosce molto bene. «La nostra esigenza», spiega Ferri al Tirreno, «era quella di avere un direttore di presidio ospedaliero che faccia questo mestiere e sia il terminale delle nostre richieste. La Direzione Asl voleva che fosse una Unità operativa semplice, ma questo ci avrebbe costretto a rimanere sotto direzione la operativa di Massa, del Noa. Nell’ultimo incontro ci è stato che è in via di predisposizione il bando ed è un primo successo strategico».
Il quadro delle richieste portato alla Direzione Asl la dice lunga sui bisogni della sanità lunigianese. C’è una urgenza di «sostituire l’ecografo dell’ambulatorio ecografico di ostetricia/ginecologia dell’ospedale di Pontremoli (non più conforme ai moderni standard qualitativi e inadeguato a garantire una diagnostica prenatale al passo coi tempi). Casani ha chiesto un contributo alla Fondazione Marmo, prima di provvedere eventualmente in autonomia». Sul tema gravidanze e nascite, l’amministrazione comunale di Pontremoli e il suo sindaco hanno un’idea precisa: «I percorsi nascita hanno subito un ulteriore fremo a causa della mancanza di strumentazione», in un quadro generale che vede «la mancata sostituzione dei pensionamenti dei ginecologi attivi nella zona Lunigiana» con la conseguenza che «in circa dieci anni la presenza del ginecologo si è ridotta a sole 3 mattine alla settimana nell’ambulatorio ospedaliero di Pontremoli e quattro volte al mese in quello di Fivizzano». E, aggiunge Ferri, «oggi alcune ecografie previste in gravidanza siamo costretti a farle a Massa. Con costi economici e sociali che il sistema fa finta non ci siano». per quanto riguarda gli altri comuni, questa è la situazione ginecologi sul territorio: «Nei Consultori della Lunigiana è presente un solo ginecologo e soltanto per tre mattine alla settimana ad Aulla, sei mattine al mese a Pontremoli, una mattina alla settimana a Villafranca e una mattina alla settimana a Fosdinovo. Oltretutto con limitata qualità di prestazioni per la scarsa disponibilità o completa assenza di ecografi nei vari consultori».
A tutto questo si somma il fatto che – così è stato spiegato nell’incontro con il direttore generale della Asl – «la mancata sostituzione dei pensionamenti dei pediatri che, in circa dieci anni, ha comportato una riduzione da quattro unità attive negli ambulatori ospedalieri e i Pronto soccorso degli ospedali siti nei comuni di Fivizzano e Pontremoli ad una sola unità che presta servizio tre giorni a Pontremoli e tre giorni a Fivizzano (con conseguenze immaginabili sulla qualità del servizio e sulle liste d’attesa)».
Tra gli interventi che non possono attendere, anche perché – ricorda il sindaco – «si tratta di opere già finanziate», c’è quello relativo alle «ristrutturazioni di sale operatorie, dei reparti e delle aree esterne degli ospedali lunigianesi, specie con riferimento agli spazi per parcheggio disabili e spostamento pali luce pericolosi. Annunciate ed attese da anni, parimenti ai fondamentali adeguamenti sismici ed antincendio: è giunto il tempo di passare ai fatti». Sempre sul fronte lavori, è indispensabile «l’adeguamento all’atterraggio notturno della piazzola elisoccorso dell’ospedale».
Oggi, sottolinea Ferri, «va molto di modo la sanità territoriale. In pieno covid mi ero illuso che ci sarebbe stata più spinta verso questi investimenti. Invece abbiamo un modello di sanità che non ha dato prova di reggere l’urto di uno tsunami come quello della pandemia. Ma qualcosa va rivisto».
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