Il Tirreno

L’economia apuana 

Esportazioni, il 2021 l’anno del boom. A trainare la crescita è Baker Hughes

La sede della Baker Hughes in via Dorsale
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La sede della Baker Hughes in via Dorsale

Il settore della macchine registra un +143%. Bene il lapideo. Ma la guerra in Ucraina frena la fiducia nella ripresa 

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MASSA. Una propensione all’export la provincia apuana l’ha sempre manifestata, ma il rimbalzo economico successivo al lockdown quella propensione l’ha ulteriormente evidenziata. E se le esportazioni nel 2021 – i dati sono elaborati da Istat – sono aumentate del 16,8% in Toscana e del 18,2% in Italia, all’ombra delle Apuane quell’incremento ha raggiunto quota +68,2% con un valore complessivo pari a 2.388 milioni di euro.

BAKER  HUNGHES

Il territorio – emerge dai dati di Istat e di Camera di commercio – esporta tantissimo e lo fa trainato da un colosso come Baker &Hughes e dal lapideo, come confermano i dati dei singoli settori. Per quanto riguarda la metalmeccanica – dettaglia infatti l’istituto studi e ricerche della Camera di commercio – il comparto delle macchine di impiego generale, identificabili con macchine ed apparecchiature per industria chimica, petrolchimica e petrolifera, è in ascesa addirittura di 413 milioni di euro (+143%) rispetto al 2020.

Valori lievemente inferiori nelle esportazioni di turbine e pompe che salgono di ben 372 milioni di euro (+127%) nel corso dell’anno appena concluso. In crescita anche le esportazioni di motori, generatori e trasformatori elettrici; apparecchiature per la distribuzione e il controllo dell’elettricità che nel 2021 segnano un +19 milioni di euro: «Si tratta di attività – spiega l’istituto studi e ricerche – riconducibili essenzialmente ad una sola impresa, la Nuova Pignone Baker Hughes, la quale gode di buona salute e sembrerebbe, ad oggi, non aver risentito di particolari conseguenze derivanti dal blocco dei mercati nel lockdown, ma di sfruttare la scia delle materie prime energetiche».

IL LAPIDEO

Traina l’economia apuana la meccanica. Ma non solo: anche il lapideo – in sostanza marmo e granito lavorato – nel 2021 registra un risultato fortemente positivo. Il settore, con circa 349 milioni di euro di vendite, è aumentato del +23,3%, in valore assoluto più 66 milioni rispetto al 2020, differenza che risulta positiva anche se paragonata con i valori del 2019, +4,3%, in valore assoluto circa 15 milioni di euro. Dati positivi anche quelli delle vendite di materiale grezzo, con circa 194 milioni di euro di export a fine 2021, per una crescita del +37,6%, in valore assoluto 53 milioni di euro, rispetto al 2020. Ancora in disavanzo comunque, di circa 20 milioni rispetto al 2019.

ALTRI SETTORI

Più “forti” meccanica e lapideo, ma non solo: la chimica chiude il 2021 con un +28,1%, per un totale di 60 milioni di euro di vendite. Vanno benissimo le esportazioni, ma anche la voce importazioni, nel consuntivo 2021, ha raggiunto i 686 milioni di euro, un valore in aumento del +32,4% rispetto all’anno 2020, in valore assoluto circa 169 milioni di euro. Più alto del dato toscano (+6,1%) e nazionale (+24,8%).

TIMORI UCRAINA

La ripresa degli scambi commerciali a livello internazionale c’è, ma il clima di fiducia nella ripresa è stata interrotto dalla guerra le cui ripercussioni – spiega Camera di commercio – non hanno solo carattere umanitario, ma anche economico e sociale. Da un lato preoccupa il blocco dell’interscambio verso Paesi Baltici, Polonia, Bielorussia e Russia, che nel 2021 è stato pari a circa 55 milioni di euro – di cui 34 per la Russia, 11 per la Polonia e 6 per la Bielorussia – dall’altro il rincaro dei prezzi, soprattutto energetici, che incide sui costi dei processi produttivi.

«I dati incoraggianti – è il commento di Dino Sodini, commissario della Camera di Commercio – testimoniano una capacità di presenza sui mercati esteri straordinaria da parte degli imprenditori locali, ma oggi, quello che preoccupa è la guerra in Ucraina: storicamente abbiamo relazioni commerciali importanti in quell’area, soprattutto con la Russia. Si palesa pertanto una situazione preoccupante che può rallentare la ripresa ».

«Non abbiamo il tempo per essere soddisfatti dei dati export del 2021 e dell’uscita dalla crisi pandemica – aggiunge il presidente dell’istituto studi e ricerche, Vincenzo Tongiani, che dobbiamo affrontare scenari internazionali drammatici. L’innalzamento dei costi energetici sta mettendo in difficoltà molte attività, il rincaro di molte materie prime e le difficoltà di approvvigionamento destano profonda incertezza nel nostro sistema produttivo».


 

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