Lutto
Campi di Fossone verso l’ampliamento e villa Ceci più green. Come cambia la città
Adottate le contro-deduzioni al piano operativo comunale. L’opposizione: «Blocca tutto per una visione ideologica»
CARRARA. Il consiglio comunale di Carrara ha adottato le controdeduzioni al Piano operativo comunale (Poc), lo strumento di programmazione che prevede, nel quinquennio successivo, cosa si potrà fare in città. Adesso la partita si sposta in Conferenza paesaggistica per la valutazione finale, e se accolto il piano tornerà in consiglio per l'approvazione definitiva. «Con il Poc abbiamo posto la questione ambientale al centro, perché Carrara ha pagato un caro prezzo in termini ambientali e merita di essere risarcita. Abbiamo deciso di contenere il consumo di suolo e di favorire il riuso dell’esistente. Per noi il suolo inedificato è il cardine di una profonda revisione delle politiche urbane e ambientali, il bene comune da cui ripartire» ha detto in più occasioni l’assessore Maurizio Bruschi. Con il Poc «sul patrimonio esistente viene ampliata la possibilità di intervento e di adeguamenti, incentivando il recupero con maggiori addizioni volumetriche e dando possibilità di cambi d’uso, anche per gli edifici di valore storico e per quelli del territorio rurale; sul sistema della produzione si è favorita la qualificazione del comparto lapideo e manifatturiero, andando ad aumentare produttività e compatibilità ambientale». Il Poc a sua volta contiene alcuni interventi annunciati nei mesi passati, come l’esproprio di parte di villa Ceci, il Pinqua alla ex colonia Vercelli, il potenziamento dei campi sportivi di Fossone. Ma al tempo stesso impegna solo in parte le potenzialità date dal Piano strutturale: alla Covetta rischi idraulici e la mancanza di infrastrutture non permettono le trasformazioni previste, mentre ad Anderlino-Avenza nord le condizioni ambientali e paesaggistiche dei luoghi hanno suggerito altresì prudenza. Le minoranze però hanno bocciato il piano, perché lascerebbe tutto così com’è, non offrendo alcuna prospettiva. Le stesse osservazioni sono state in gran parte respinte, perdendo così, dicono, l'occasione di ascoltare i cittadini. Come sintetizzato da Andrea Vannucci, «le linee guida non erano così assurde; il problema è il risultato, un piano che blocca tutto perché sposa una visione ideologica». Per non consumare suolo alcuni spazi attualmente verdi non saranno più edificabili; e proprio su questo si sono concentrati Cristiano Bottici, Massimiliano Bernardi e Vannucci. L’esempio fatto da Bottici è su chi ha comprato negli anni un lotto libero, pagato le tasse, e ora non può più costruirvi; tanto che questa cosa ha innescato la furia di uno spettatore in aula, interessato da una situazione simile. Anche le ristrutturazioni o ampliamenti non consentirebbero particolari migliorie. «Se non si vuole consumare suolo, ma perché allora non ristrutturare “meglio”, dando maggiori possibilità?», ha domandato Vannucci. Per Bernardi il Poc suscita incertezze nelle aziende, perché non da strategie di sviluppo e quindi non offre prospettiva di crescita economica. Bruschi ha risposto aggiungendo che semmai avrebbero potuto loro al tempo dare risposte, essendo stati assessori, e che se ci sono limiti al comparto produttivo, essi derivano dal Piano strutturale, fatto da quelli di prima. Alla fine è intervenuto anche il sindaco Francesco De Pasquale, ricordando che il Piano nasce nell'ottica di contenere cambiamenti climatici sempre più intensi, e che impattano su una città molto colpita. «Il Poc è lo strumento per difendersi da questi avvenimenti». Da qui la dichiarazione di voto del capogruppo M5S Giovanni Montesarchio, dicendo che alla base del piano c’è «una scelta coraggiosa e lungimirante, che non cede alle lusinghe dell’oggi ma guarda con lucidità a un futuro in cui sostenibilità ambientale ed ecologica saranno una necessità».
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