Gioco
Bonifiche, l’obiettivo è rimodulare gli interventi previsti nell’accordo del 2018
Si cerca di attuare l’intervento nell’area Sin ex Ferroleghe Le operazioni possibili grazie anche ai risparmi nei progetti
MASSA-CARRARA. «Avevamo annunciato come imminente l’avvio dei lavori di rimozione dei rifiuti dal tratto di spiaggia antistante l’ex colonia Torino, ma poi, da parte della Regione, c’è stato un ritardo nel concedere l’autorizzazione all’impianto di tritovagliatura e questo ha rimandato l’inizio dell’intervento, che comunque partirà tra fine marzo e primi di aprile. Stiamo facendo tutto il possibile per accelerare i tempi e fare in modo che i lavori si concludano prima dell’estate».
A confermare il ritardo nell’avvio dell’opera di risanamento ambientale dell’area Sir ex colonia Torino (di cui scriviamo anche a parte) è il sindaco di Massa Francesco Persiani, all’indomani della seconda riunione del tavolo istituzionale sul Sin/Sir apuano, presieduto dalla sottosegretaria del ministero della Transizione ecologica (Mite) Ilaria Fontana, a cui, oltre a Persiani, hanno partecipato l’assessora regionale all’ambiente Monia Monni, il sindaco e l’assessora all’ambiente di Carrara Francesco De Pasquale e Sarah Scaletti, il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti e il capo di gabinetto della Prefettura Antonino Volpe. Durante l’incontro è emerso che sono in corso interlocuzioni tra Mite e Regione per rimodulare gli interventi previsti nell’accordo di programma del 2018 relativo alla bonifica del Sin/Sir apuano.
In particolare, si cercherà di attuare l’intervento di bonifica dell’area Sin ex Ferroleghe, attraverso la rimozione del cumulo di detriti denominato “N”, sotto al quale ci sono ancora due vasconi contenenti cromo, cromo VI (altamente cancerogeno) ed altri metalli pesanti. La stima dei rifiuti presenti (fanghi cromici, materiali di scarto dell’industria lapidea e demolizioni) è di 227.600 tonnellate.
«L’integrazione dell’accordo, che sarà firmata a maggio, -spiega il sindaco Persiani- consentirà di effettuare questo intervento. I fondi necessari al momento non ci sono, ma il Ministero ha espresso la volontà di reperirli».
«Nella rimodulazione dell’accordo di programma, che sarà sottoscritta tra un paio di mesi, -conferma l’assessora Scaletti- sono previste indagini finalizzate alla progettazione di dettaglio e alla bonifica del cumulo N». Durante la riunione è stata espressa preoccupazione anche per l’area residenziale di Viale Da Verrazzano a Marina di Carrara, costruita effettuando riempimenti con scorie tossiche provenienti dalla zona industriale, nella quale le analisi dell’Arpat hanno rinvenuto anche la presenza del cesio-137, sostanza radioattiva. «La rimodulazione dell’accordo -prosegue la Scaletti- includerà lo stanziamento di risorse che consentiranno di rimuovere alcune hot spot di inquinamento anche in questa zona».
Entrambi gli interventi potranno essere realizzati perché dal progetto definitivo di bonifica della falda Sin/Sir emergono “risparmi” rispetto a quanto inizialmente ipotizzato. Nell’accordo del 2018 la bonifica del cumulo N era stimata 7.682.896 euro.
«In quel documento -precisa la Scaletti- i costi delle operazioni di bonifica erano elencati in modo generico. Adesso, invece, grazie alle nuove analisi effettuate, disponiamo di un quadro molto più chiaro e specifico».
Nell’incontro con la sottosegretaria Fontana è stato poi fatto il punto sulla prima riunione della conferenza dei servizi decisoria dedicata al progetto definitivo di bonifica della falda apuana, tenutasi lo scorso 8 febbraio. «Visto che per non perdere i 22,5 milioni disponibili occorrerà appaltare i lavori per il disinquinamento dell’acquifero entro il prossimo 31 dicembre, -ha riferito il dottor Volpe-si sta cercando di ottenere una proroga a questo termine. A tal proposito -prosegue il funzionario della Prefettura- l’assessora Monni ha espresso la volontà, da parte dell’amministrazione regionale, di rivolgere un appello, insieme a tutte le altre Regioni interessate da procedimenti di bonifica, finalizzato ad ottenere una deroga alle date di scadenza fissate per l’attuazione degli accordi di programma». L’assessora Scaletti, però, confida ancora che i lavori di bonifica della falda possano essere appaltati entro fine anno.
«Una volta che il progetto definitivo sarà integrato con le osservazioni presentate dalle istituzioni competenti, -ha spiegato- la conferenza dei servizi lo approverà con un atto onnicomprensivo, che sostituirà tutti i permessi necessari da parte dei vari enti».
«Sembra che l’intervento sulla falda non dovrà essere assoggettato alla valutazione di impatto ambientale -ha concluso Persiani- e questo consentirà di risparmiare tempo».
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