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«Lo yacht nel porto di Marina di Carrara non è di Putin», la smentita di The Italian Sea Group
L'indiscrezione era arrivata direttamente dagli Stati Uniti: il colosso della nautica chiarisce che l'imbarcazione non è riconducibile al capo di Stato russo
MARINA DI CARRARA. A Marina di Carrara c’è uno yacht di Vladimir Putin? L’indiscrezione circola da mercoledì 9 marzo. Tutti gli occhi sono puntati su un “gigante” del mare che si trova proprio nel porto apuano. La notizia è stata data dal New York Times, che ha anche intervistato il capitano. Ora, però, arriva la smentita di The Italian Sea Group, il colosso della nautica di Marina di Carrara.
«In funzione della documentazione di cui dispone e a seguito di quanto emerso dai controlli effettuati dalle autorità competenti, The Italian Sea Group dichiara che lo yacht di 140 metri Scheherazade, attualmente in cantiere per attività di manutenzione, non è riconducibile alla proprietà del presidente russo Vladimir Putin». Queste le parole, riportate in una nota, del gruppo operativo nella nautica di lusso e attivo nella costruzione e refit di motoryacht e navi fino a 140 metri. Nella comunicazione, The Italian Sea Group «conferma che la produzione delle commesse in progress e le attività di refit proseguono senza alcun rallentamento, nonostante le sanzioni introdotte dall'Unione Europea nei confronti della Russia scaturite dal conflitto in essere sul territorio Ucraino. Alla data odierna, nessun ordine è stato cancellato e non si è manifestato alcun ritardo nei pagamenti degli stati di avanzamento lavori contrattuali in essere. Si rammenta che TISG lavora esclusivamente su commessa per armatori con il supporto di società di broker internazionali, con contratti che prevedono pagamenti anticipati relativi ai Sal, e in caso di inadempienza, è prevista in estrema ratio per il cliente la perdita degli acconti versati; nel merito, la proprietà della nave resterebbe di TISG, dando alla società l'opportunità di rivendere immediatamente lo yacht e realizzare interessanti plusvalenze. In riferimento all'esposizione del Net Backlog nei confronti del mercato russo, TISG dichiara che, alla data odierna (10 marzo, nda), è in essere soltanto un contratto con un cliente russo; in particolare, la società deve ancora incassare 6 milioni di euro relativi al saldo consegna nave, prevista nei primi mesi del 2023. Si evidenzia comunque che il soggetto contraente non rientra tra quelli colpiti da sanzioni internazionali».
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