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Lo yacht di Putin a Marina di Carrara? Il mistero, la "barriera" anti-curiosi e le parole del comandante
La notizia è spuntata sul New York Times: pare che ci sia in corso un accertamento da parte della guardia di finanza. Altre fonti però riferiscono che lo yacht di Putin ha un altro nome ed è stato spostato dalla germania alla Russia due settimane prima della guerra
MARINA DI CARRARA. Un mega yacht lungo 140 metri del valore stimato in 700 milioni di dollari ormeggiato a Marina di Carrara: uno dei superyacht più grandi, più nuovi e più costosi del mondo e il New York Times - che ne dà notizia - si chiede se sia di proprietà russa o addirittura del presidente Vladimir Putin, visto che finora nessun probabile proprietario stato identificato pubblicamente. Vari indizi comunque porterebbero ad escludere che si tratti dello yacht di Putin.
Certo , riporta il quotidiano statunitense, che lo Scheherazade - così si chiama il mega yacht - è «al vaglio della polizia italiana»: il suo capitano, il britannico Guy Bennett-Pearce, ha riferito ai cronisti del Nyt che gli inquirenti sono saliti a bordo venerdì scorso (4 marzo) e ne hanno esaminato la documentazione. E secondo una fonte che ha voluto mantenere l'anonimato la guardia di finanza avrebbe aperto un'inchiesta sul caso.
In un colloquio telefonico con il Nyt, Bennett-Pearce si è limitato a smentire che lo Scheherazade sia di Putin o che il leader russo vi abbia mai messo piede. Il capitano non ha escluso che il proprietario sia russo, ma ha sostenuto che non figura in alcuna lista di persone colpite dalle sanzioni occidentali: Bennett-Pearce si è rifiutato di dire altro sull'identità dell'armatore, citando un «accordo di non divulgazione a tenuta stagna».
Successivamente, in un messaggio inviato a un giornalista del New York Times nella notte di lunedì 7 marzo, il capitano ha detto che «non aveva altra scelta» che quella di consegnare alle autorità italiane i documenti che rivelano l'identità del proprietario, assicurando che lo avrebbe fatto martedì 8 marzo. Le autorità gli avrebbero assicurato che i documenti sarebbero stati trattati con «riservatezza».
«Non ho alcun dubbio che questo libererà la nave da tutte le indiscrezioni e speculazioni negative», ha scritto Bennett-Pearce al giornalista.
Il giornale ricorda che il mistero sul proprietario dello Scheherazade è nato anche perché il nome sullo scafo dell'imbarcazione è stato coperto e quando lo yacht è arrivato nel porto è stata eretta un'alta barriera metallica sul molo per metterlo a riparo - almeno in parte - da occhi indiscreti: cosa mai successa prima d'ora a Marina di Carrara, hanno commentato alcuni residenti.
Sulla base di quanto scrive il periodico specializzato Pressmare, però, sarebbe da escludere che si tratti dello yacht di Putin. Gli esperti di Pressmare, nell'analizzare le conseguenze della guerra sulla marineria, spiegano che lo yacht riconducibile a Vladimir Putin si chiama Graceful ed "è stato spostato da Amburgo a Kaliningrad appena due settimane prima dell’invasione russa in Ucraina".
Lo Scheherazade al contrario è presente in cantiere da oltre un anno. Per ovvi motivi di riservatezza, dalla direzione dei cantieri non può riferire l'identità del proprietario, ma a quanto emerge lo yacht non è sotto sequestro e la schermatura sarebbe di prassi quando si svolgono operazioni di refit all'interno dello scafo.
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