Il Tirreno

Lavoro, nel 2021 boom di assunzioni a Massa Carrara. Ma i giovani sono ancora penalizzati

Lavoro, nel 2021 boom di assunzioni a Massa Carrara. Ma i giovani sono ancora penalizzati

Molti contratti sono a termine. Occasioni nel turismo e nell’industria: le imprese preferiscono persone già formate

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MASSA. Certo adesso quei dati – di fronte ad una guerra in corso – potrebbero perdere di attualità. Perché se il conflitto segna soprattutto le vite, infligge colpi pesanti anche all’economia e al mercato del lavoro. Eppure quel mercato in terra apuana dava segnali di crescita con un incremento delle assunzioni, soprattutto nel settore turistico-alberghiero. E assunzioni in crescita – nonostante si stia parlando soprattutto di contratti a termine – significano ottimismo e capacità di guardare al futuro. Nel 2021, infatti, il 59% delle aziende di Massa Carrara ha messo in conto di ampliare l’organico. Lo conferma lo studio Excelsior dell’istituto studi e ricerche della Camera di commercio che fotografa l’aumento di assunzioni, ma pure un decremento dell’occupazione giovanile. Sì perché se gli ingressi nel mondo del lavoro crescono, quelli dei ragazzi diminuiscono.

Le entrate, con qualsiasi forma contrattuale, nel 2021, sono circa 12.590, in recupero addirittura rispetto al periodo pre Covid: se nel 2020, in piena pandemia, le entrate sono state infatti 8.450, nel 2019 quando di coronavirus ancora non se ne sentiva parlare, le assunzioni sono state 10.770. Nel 2021 solo il 15,8% delle assunzioni sono state però a tempo indeterminato, l’11,2% con altri contratti, come apprendistato, mentre nel 61,3% dei nuovi contratti è stato a termine. Per il restante 11,7% si è trattato di lavoratori non alle dipendenze delle imprese, con un 4,3% in somministrazione e un 7,4% di collaborazioni. Segnale poco incoraggiante il calo delle assunzioni giovanili, pari al 24% del totale, un valore inferiore non solo al dato del 2020, che era stato del 27%, ma pure rispetto a quello del 2019, che aveva registrato un’incidenza del 26%. Se una ripresa occupazionale c’è, e pure rapida, si accompagna però – almeno leggendo i dati dello studio Excelsior – ad una maggiore difficoltà delle imprese nel reperire personale adatto alle necessità.

In alcuni settori, nel 33% dei casi, la individuazione del profilo adatto diventa difficile. Difficoltà che, secondo l’istituto di studi e ricerche, è imputabile anche «al crescente livello di esperienza richiesto ai candidati». Insomma, le aziende chiedono esperienza, curriculum già ricchi. Scelta che spiega anche il calo di ingressi nel mondo del lavoro tra i giovani, ancora non formati.

Delle 12.590 persone per cui nel 2020 è arrivata l’assunzione, la quota maggiore, 2.750 unità, è concentrata nei servizi, con un +50,6%, mentre il settore dell’industria segue con un +45,5%, in valore assoluto 1.380 unità. A farla da padrone è il turismo con un +85,7% rispetto al 2019, in valore assoluto più di 1.200 unità. Nell’industria aumento del +65,7% nella metalmeccanica e nell’elettronica (in valore assoluto 880 unità). Nelle costruzioni – segnale di ripresa del settore – 250 ingressi. Richiesti nell’industria soprattutto operai e operai specializzati. Se – fotografa il report di Camera di Commercio – le imprese riferiscono di non trovare i profili professionali che cercano, sorprende – si legge nello studio – «come permangono essenziali le competenze definibili come “storiche”, mentre le competenze innovative restino piuttosto marginali. Un segnale di poca propensione all’innovazione».

Luci e ombre, come sottolinea anche Dino Sodini, commissario della Camera di commercio: «Valutiamo con soddisfazione questi primi dati 2021 sul mercato del lavoro. Molte sono le criticità da risolvere ma il percorso intrapreso fa ben sperare». Per Vincenzo Tongiani, presidente dell’istituto studi e ricerche «il periodo estivo ha offerto una boccata di ossigeno alla nostra economia, quella dei servizi di ristorazione, ma non solo, infatti segnali incoraggianti provengono anche dal settore industriale. Il 2021 ha rappresentato una fase di rilancio dell’economia apuana che dobbiamo confermare nell’anno in corso».
 

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