Il Tirreno

L’acqua Fonteviva per aiutare chi soffre

Camilla Di Maria
L’acqua Fonteviva per aiutare chi soffre

Il presidente di Evam in viaggio fino al confine con l’Ucraina per consegnare un tir di bottiglie a chi scappa dalla guerra  

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MASSA. Beni alimentari, acqua, medicinali e vestiti, in partenza da Massa, destinazione Sighetu Marmatiei, un municipio della Romania a solo un chilometro dalla frontiera ucraina. Tutti i prodotti sono stati raccolti tramite l’associazione Colors For Peace, in collaborazione con la fondazione Robert Kennedy Human Rights, e il contributo di Fonteviva.

Tra i tanti volontari pronti alla partenza, c’è infatti anche il presidente di Evam, Lorenzo Porzano: «Purtroppo le falde acquifere dei luoghi interessati dalla guerra sono inquinate e l’acqua non è più potabile – ha dichiarato Lorenzo Porzano – Fonteviva, grazie al sostegno dell’amministrazione comunale di Massa, ha deciso di donare un tir d’acqua, in quanto, come azienda pubblica, non potevamo non rispondere a questo appello di aiuto; inoltre, ho deciso di andare anche io per verificare l’effettiva destinazione dei prodotti. La paura certo non manca, ma sicuramente vince la voglia di voler dare una mano facendo del nostro meglio». Al viaggio lungo circa due giorni fino a Sighetu Marmatiei prenderanno parte anche alcuni membri della Colors For Peace, e lo stesso presidente Antonio Giannelli; mentre altri membri già si trovano in Romania: «La nostra associazione – ha spiegato Antonio Giannelli – raccoglie disegni realizzati da bambini di tutto il mondo, che vengono esposti nel Parco Nazionale della Pace a Sant’Anna di Stazzema e in mostre itineranti in Italia e all’estero. Ci siamo ritrovati ad aver promosso l’ultimo evento culturale italiano in Ucraina: infatti, abbiamo chiuso la nostra mostra un giorno prima dell’invasione russa. Dunque, siamo stati anche i primi ad avere la possibilità di aiutare questo popolo: abbiamo immediatamente mandato un camion in Ucraina, con beni di prima necessità. Adesso, fortunatamente – continua Giannelli – si sono aggiunte anche altre organizzazioni e, grazie ai corridoi umanitari, anche associazioni come la Croce Rossa. Noi abbiamo già inviato quatto tir: uno è partito da Bologna e tre sono partiti da Massa; inoltre vorrei ringraziare Ennio Bongiorni e la famiglia Natali che hanno messo a disposizione i capannoni che ci hanno consentito di fare stoccaggio della merce che arriva da tutta la Toscana.

In particolare, tutta la merce arriverà alla filiale di Colors For Peace, dove ha sede un magazzino di stoccaggio, da qua, poi, sarà caricata da furgoni che attraverseranno la frontiera, anche se una buona parte di questi prodotti sarà destinata ai campi profughi che sono stati allestiti vicino al confine: «Abbiamo dovuto trovare dei pancali per suddividere meglio la merce – ha spiegato Ennio Bongiorni – Adesso abbiamo organizzato tutto, in modo che all’arrivo possano essere massimizzati i tempi di consegna». Un lavoro duro, al quale hanno partecipato in molti a titolo volontario con l’unico scopo di dare un contributo a chi, purtroppo, si trova in una situazione difficile. Una settimana per preparare tutto, un’altra settimana per organizzare in maniera efficiente quel capannone di Ennio Bongiorni, adibito adesso a scopi umanitari, capannone a cui ha fatto visita anche il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani; ma non finisce qua, perché oltre allo sforzo logistico, è stato necessario trovare anche un mezzo di trasporto e considerare i costi del gasolio, circa 4mila euro, per raggiungere l’Ucraina. Per caricare tutta la merce ci sono volute molte ore oltre che numerose braccia di volontari.

 

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