La manifestazione
«Sanac, il rischio è la gara con un gruppo già morto»
Per l’acquisizione di Sanac in 9 hanno partecipato alla manifestazione di interesse, ma quello che allarma i sindacati è la mancata ripresa degli ordinativi da parte dell’ex Ilva
MASSA. Per l’acquisizione di Sanac in 9 hanno partecipato alla manifestazione di interesse, ma quello che allarma i sindacati è la mancata ripresa degli ordinativi da parte dell’ex Ilva. Per Massimo Graziani, segretario Uiltec Toscana Nord, il rischio è il fermo degli stabilimenti: «La miopia dello Stato e della politica rischia di far fermare quasi tutti gli stabilimenti del gruppo Sanac nel giro di poche settimane. Gli ordini da Taranto restano bloccati, una strategia fallimentare per la stessa azienda Acciaierie d’Italia di cui fa parte Invitalia per ora al 38% delle quote e che ha presentato un’offerta di acquisizione per Sanac. Al tavolo (con i rappresentanti della procedura) è venuto fuori il numero esatto di proposte presentate per Sanac con 9 soggetti interessati all’acquisizione e fra loro Acciaierie d’Italia. La procedura va avanti e dovrebbe concludersi prima dell’estate. Ma la burocrazia ha tempi lunghi mentre il mercato non aspetta: continuano a non esserci ordini da quello che è il cliente principale per Sanac, ossia lo stabilimento ex Ilva gestito da Acciaierie d’Italia. Questo significa che tutto il gruppo sta andando in forte sofferenza di liquidità. Gli stabilimenti di Grogastu e Vado Ligure sono quasi fermi, Gattinara a seguire dovrà fermarsi. Per ora si salva Massa perché lavora di più e anche con terzi, pure qualche cosa ancora per Acciaierie d’Italia. Ma è chiaro che non basta e le ore di cassa integrazione sono dietro l’angolo anche per il nostro stabilimento. La visione deve essere d’insieme e ogni stabilimento che si ferma è una sconfitta».
I sindacati a livello nazionale provano a fare pressing, ma la soluzione – scrive Uil – potrebbe non arrivare neppure con il passaggio di Invitalia al 60% nella newco Acciaierie d’Italia: «A questo punto abbiamo dubbi che lo Stato possa far valere il suo peso per riprendere gli acquisti da Sanac perché in tutta questa vicenda gioca un ruolo chiave l’assenza della politica: per smuoverla – scrive Graziani – stiamo valutando una mobilitazione e i nostri nazionali chiederanno una convocazione urgente al Ministero dello sviluppo economico. Nel frattempo il bando prevede diverse e lunghe fasi: la due diligence a cui far seguire la presentazione di offerte di acquisto vincolanti con una o più fasi di rilancio per poi arrivare all’aggiudicazione definitiva. Quindi rischiamo di concludere la gara con un morto».
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