Il Tirreno

Liste d’attesa

Cieco senza l’operazione, ma se ne parla solo ad agosto

David Chiappuella
Cieco senza l’operazione, ma se ne parla solo ad agosto

L’appello di Giuseppe Gabelloni: «Casi come il mio devono essere trattati con l’attenzione e il rispetto che meritano»

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CARRARA. «La malattia ha esordito come una perdita progressiva della vista. Inizialmente avvertivo solo una visione distorta degli oggetti, soprattutto nelle ore notturne o in presenza di una luce molto intensa. Adesso, però, sono diventato completamente cieco. Per tornare a vedere dovrei operarmi agli occhi. Almeno fino all’estate prossima, però, non è possibile effettuare l’intervento». Questo il triste racconto di Giuseppe Gabelloni, 66 anni, residente a Battilana, affetto da una forma di cataratta molto avanzata. Si tratta di una opacizzazione del cristallino che nel mondo colpisce più di un milione di persone all’anno, provocando diminuzione della vista e nei casi più gravi, come quello di Gabelloni, vera e propria cecità. Giuseppe, dunque, a causa della malattia, non è più autosufficiente.

«Non posso più guidare», racconta, «e quando esco deve sempre essere accompagnato da mia moglie. Finché mi troverò in queste condizioni, non potrò più vivere serenamente la mia vita». Per risolvere il problema è necessario intervenire chirurgicamente, per rimuovere il cristallino. Le liste d’attesa Asl, però, sono piene e nell’immediato non è possibile operare Gabelloni. «Di recente», continua l’uomo, «sono stato visitato a Carrara, nel reparto di oculistica, dove mi è stato detto che, nonostante la gravità della mia situazione non potrò essere sottoposto alla pre-operazione prima di giugno, con possibilità di effettuare l’intervento non prima di agosto. Sabato scorso, poi, mi sono dovuto rivolgere al Pronto soccorso che era intasato. Dopo quasi tre ore di attesa mi hanno visitato di nuovo, confermandomi queste tempistiche. Tutto ciò mi sembra assurdo. Se fossimo in un Paese normale, i casi gravi come il mio dovrebbero essere operati con urgenza».

Adesso la Regione ha deciso di stanziare 31,5 milioni per diminuire e smaltire, anche in territorio apuano, le lunghe liste d’attesa della sanità. Le cui code, aumentate a dismisura anche a causa del covid, hanno costretto diversi utenti a rivolgersi a studi medici privati anche se possedevano l’esenzione. In Toscana, al 31 dicembre, figuravano in lista d’attesa 250mila visite specialistiche, 300mila prestazioni diagnostiche e 37mila interventi chirurgici programmati in ricovero. Per far fronte a questa situazione, oltre alle risorse, sono previste scadenze precise ed un monitoraggio trimestrale, così da garantire il rispetto delle previsioni. Le risorse arriveranno anche all’Asl Toscana Nord Ovest che dovrà definire in dettaglio il piano di rientro. Il recupero previsto per le attività chirurgiche, però, risulta più lento. Quelle a massima priorità andranno a regime a luglio, le altre entro dicembre. «Grazie al Tirreno», conclude Gabelloni, «intendo lanciare un appello per fare in modo che casi come il mio siano trattati con l’attenzione ed il rispetto che meritano. Chi non ha provato non può sapere cosa significhi essere condannato a vivere nella cecità, senza più riuscire a riconoscere il volto dei propri cari. Aiutatemi, vi prego». Ci pensi chi deve.


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