Gioco
«Vi porto i saluti del Papa» Parolin celebra messa per i 200 anni della diocesi
Il segretario di Stato al Tirreno: «Grato di questa giornata di festa per la città» Intanto manca ancora la nomina del nuovo vescovo. Il messaggio di Ambrosio
MASSA. «Un momento molto intenso, sono grato di questa giornata. Ho visto un coinvolgimento importante, nonostante il periodo, con tanta gente, con i vescovi toscani e molti presbiteri. Ho saputo delle lunghe giornate di preparazione per questo evento e spero sia stato un momento di gioia e di festa per tutta la comunità in vista di altri eventi in programma e in attesa dell’arrivo del nuovo vescovo». Lo dice a Il Tirreno a poche ore dalla messa che ha presieduto e che si è svolta nel Duomo di Massa il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato di Sua Santità, in occasione delle celebrazioni per il bicentenario della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli. Un messaggio importante sulla giornata che arriva assieme alle parole sulla nomina per il nuovo vescovo che dunque deve ancora arrivare, come ci conferma (presente tra gli altri ieri proprio il vescovo emerito Giovanni Santucci che ha rinunciato al governo pastorale della diocesi poco più di un anno fa). Con il cardinale, i suoi concetti, il suo messaggio, anche quello di monsignor Gianni Ambrosio, amministratore apostolico della diocesi, vescovo emerito di Piacenza-Bobbio. «Quello di oggi (ieri, ndr) – spiega monsignor Ambrosio – è stato un momento importante per la nostra chiesa di Massa-Carrara e Pontremoli, ma più generalmente un momento importante per tutta la realtà. Voglio sottolineare l’ottima partecipazione, in questa giornata di festa. Dobbiamo cercare di guardare al futuro, con un occhio al passato, pensando di più ai giovani, alle situazioni che vivono. Questa chiesa deve essere vicino ai bisognosi. Sono contento che il cardinale sia rimasto molto soddisfatto della giornata, per noi è stato un segno di vicinanza e di amicizia», riflette monsignor Ambrosio in serata ribadendo l’ultimo passaggio: il momento di difficoltà, i giovani da aiutare e, più generalmente, tutti i bisognosi ai quali la chiesa, ribadisce, deve tendere la mano, rispondere “presente”.
IL BICENTENARIO
Questi dunque i commenti a chiosa di una giornata davvero di festa per la diocesi. Una giornata, quella iniziata poco dopo le 17 di ieri pomeriggio, con il Duomo che si è riempito lentamente, quasi a scandire quegli attimi, proprio come i momenti di preparazione che hanno preceduto le celebrazioni per il bicentenario. «Il 18 febbraio 1822 il papa Pio VII istituiva la diocesi di Massa. Sono lieto di essere qui a presiedere questa gioiosa occasione. E porto il saluto, la vicinanza, la benedizione del Santo Padre Francesco al quale non mancherò di far raggiungere il vostro affetto», ha detto durante l’omelia di ieri il cardinale Parolin. Una lunga riflessione, di fronte a una chiesa piena, con tante persone, tra cui le autorità civili e militari che ha ringraziato per la presenza in una giornata così importante per tutta la diocesi. «Una testimonianza d’affetto e l’importanza di quello che la diocesi rappresenta per l’intera cittadinanza. Una diocesi che interagisce: una voce rilevante», ha proseguito.
Poi dopo l’omelia e la messa, il cardinale si è trattenuto a Massa per qualche ora con monsignor Ambrosio e con gli altri presbiteri per un momento di riflessione e confronto al termina della giornata di festa apuana per le celebrazioni del bicentenario.
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