Il Tirreno

La bufera nel Pd 

«Quelle dimissioni per mail non le posso accettare»

Manuela D'Angelo
Nella foto a sinistra Norberto Riccardi a destra il presidente del Pd Enzo Ricci
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Nella foto a sinistra Norberto Riccardi a destra il presidente del Pd Enzo Ricci

Parla Enzo Ricci: spero ancora che il segretario Riccardi torni sui suoi passi Il presidente esclude problemi politici: «Accordo raggiunto con la minoranza»

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MASSA. È con una mail inviata ieri al presidente del Pd di Massa Enzo Ricci, che il segretario comunale Norberto Riccardi, come anticipato dal Tirreno, si è dimesso dal suo incarico, tra l’altro da poco cominciato.

«Ricevuta quella mail – racconta Ricci – ho risposto che in quella sede e in quella forma non avrei potuto accettare le sue dimissioni e che lo aspettavo per un confronto e un chiarimento». È stata una doccia fredda anche per il presidente del Pd di Massa, quindi, che conferma, come stanno facendo tanti iscritti al partito, di non conoscere le ragioni di questa decisione, così improvvisa e forte: «Se di problema politico dobbiamo parlare – spiega – dobbiamo dire che c’era prima. C’era stato a monte del congresso. Oggi, invece, avevamo risolto quasi tutti i problemi, e superato gli ostacoli. Avevamo fatto un grande lavoro per trovare la quadra di una nuova segreteria, che avrebbe messo d’accordo anche la minoranza. Quindi no, non c’era nessun problema politico». Dunque è vero: i nomi dei componenti della nuova segreteria del Pd di Massa erano in uscita proprio nel giorno in cui Riccardi ha lasciato il partito.

Le voci che lo vedevano “insofferente” per le dichiarazioni a nome del Pd fatte da soggetti (fin troppi) che si esprimevano senza il confronto con il segretario, sono confermate anche da Ricci, ma «non credo che si possa ridurre solamente a questo – dice – Ho pensato anche che fosse arrabbiato e che abbia preso una decisione di pancia, di cui magari tra qualche giorno si pentirà. Io lo spero. Nei prossimi giorni – continua Ricci – lavoreremo per tentare di ricomporre i pezzi e cercare di farlo tornare sui suoi passi. Se non dovesse accadere metteremo mano allo statuto ed eleggeremo un altro segretario».

Se Riccardi non cambierà idea, in realtà, si aprirà uno scenario tutt’altro che semplice da affrontare per il Pd: da statuto, infatti, è l’assemblea che deve eleggere un nuovo segretario, proponendo uno o più nomi e poi votando a scrutinio segreto. E non sarà facile trovare la quadra su qualcuno che possa mettere d’accordo tutti. Se fosse stato così semplice, infatti, forse non si avrebbero avute due mozioni all’ultimo congresso. Non nascondo che sono preoccupato per quanto accaduto – conclude il presidente Ricci – Anche se sono cose che accadono di continuo in politica, questo non fa bene al Partito democratico, soprattutto in questa fase, perché sappiamo che ci sono le elezioni alle porte, a Carrara e a Massa. Un passaggio così ci costringerà a prendere decisioni che non avevamo previsto. Il Pd comunque è un partito che reagisce, e supera le difficoltà, come abbiamo sempre fatto».



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