Il Tirreno

La protesta 

Il Comitato: basta con i tagli alla sanità

Camilla Di Maria
presidio di ieri al Noa
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presidio di ieri al Noa

Un presidio per sollecitare assunzioni alla luce «delle gravi carenze negli organici anche sul territorio»

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MASSA. Il Comitato Sanità Pubblica Versilia si è riunito all’ospedale apuano per denunciare il problema storico della mancanza di personale negli ospedali e sul territorio; una situazione non solo legata alla pandemia dato che tra il 2009 e il 2019, sostengono i promotori, sono stati tagliati 46mila posti di operatori sanitari.

«Con questo presidio vogliamo denunciare le gravi carenze negli organici della sanità. - afferma Mario Toni, infermiere in pensione- I lavoratori sono pochi e sono costretti a turni massacranti: è di questi giorni la notizia di una giovane infermiera di Brindisi morta in un incidente stradale causato dalla stanchezza, dopo due turni di lavoro in ospedale. Con la pandemia questa situazione è peggiorata a causa degli esuberi e tagli premeditati per dimostrare il non funzionamento della sanità pubblica a favore di quella privata».

Durante il periodo del covid, la mancanza di personale, affermano, ha prodotto prepensionamenti, dimissioni volontarie, disturbi da stress post traumatico e centinaia di sospensioni da lavoro.

«Numeri abbastanza sicuri, causati dalla pandemia,- spiega Gianfranco Neri, fisioterapista in pensione- mostrano che l’attività delle sale operatorie è diminuita dell’80% in Toscana, e anche nel nostro territorio; 400mila interventi chirurgici sono stati rinviate e le prestazioni ambulatoriali e specialistiche sono calate del 20%. Tutto questo va a ripercuotersi in riduzioni molto forti, ad esempio, nella chirurgia oncologica e nella cardiochirurgia, che porterà ad un aumento dei tumori nei prossimi anni a causa della mancanza di prevenzione. Noi vogliamo assunzioni di personale, non legate alla questione covid, perché l’intento fondamentale non deve essere di riportare la sanità a quella che era prima del covid, cioè di degrado. Facciamo, inoltre, una richiesta sia alla regione Toscana che al Governo, chiedendo di stanziare maggiori fondi per la sanità pubblica».

Una parte di personale, infatti, assunta a tempo determinato, è stata stabilizzata con un provvedimento approvato con la legge di bilancio che riguardava 8.438 medici, 22.507 infermieri, 17.049 operatori socio-sanitari. Questi provvedimenti, però - sostengono ancora i promotori - non tengono conto che tra il 2020 e il 2025 andranno in pensione 35.129 medici, 58.339 infermieri e 38.483 unità di altro personale.

«Ultimamente sono state fatte delle assunzioni- ha osservato Gina, infermiera del Noa- ma queste non sono abbastanza nei confronti. Bisogna trovare una soluzione per far sì che le poche strutture che abbiamo funzionino in maniera corretta».

Non va meglio nella medicina del territorio. 1Moltissimi, si fa notare, i cittadini senza il medico di fiducia. «Alcuni sono costretti ad appoggiarsi a studi che hanno già il pieno di assistiti (il massimo è 1.500), altri si affidano a sostituti, altri ancora sono alla ricerca di un dottore. Una situazione gravissima a discapito della salute del cittadino».

La lotta del Comitato Sanità Pubblica Versilia, dunque, riguarda «la disastrosa carenza di operatori sanitari, frutto di scelte politiche che hanno privilegiato budget e profitti e fatto pagare un prezzo alto, sia ai lavoratori che a pazienti e cittadini».
 

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