Italia
Con-vivere si affida al filosofo Ferraris e si mette sulle “tracce” dell’uomo
Il festival della fondazione Crc si rinnova e, dopo gli anni e i temi legati alla pandemia, prova a tornare alla normalità
CARRARA. Dalla resistenza, alla rinascita alla...normalità. Questo il proposito dell'edizione 2022 di Con-vivere, il festival culturale promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, in programma quest'anno dall'8 all'11 settembre: riacquisire quella normalità messa in discussione in due anni di sfide e continui adattamenti ad un contesto eccezionale.
Le ultime edizioni del festival sono state inevitabilmente "contaminate" dalla pandemia, sia da un punto di vista organizzativo che sul piano delle temi. Ed anche quest'anno, in qualche modo, rimane la traccia (e la scelta del sostantivo non è casuale) dell'emergenza globale che abbiamo vissuto. Il tema scelto per la diciassettesima edizione è, appunto, quello delle tracce, e sarà sviscerato sotto la direzione scientifica del professore e filosofo Maurizio Ferraris, già ospite in alcune precedenti edizioni. Tracce che l'uomo, ma più in generale ogni essere vivente, lascia nella propria vita. Tracce del passato, del presente e del futuro: quelle che ereditiamo dagli antenati e trasmettiamo ai posteri, e quelle su cui costruiamo il domani. A presentare l'edizione 2022, a Palazzo Binelli, sono stati il presidente della Fondazione Crc Enrico Isoppi, la direttrice del festival Emanuela Mazzi e lo stesso consulente scientifico Maurizio Ferraris. Presenti anche, in collegamento streaming, il sindaco Francesco De Pasquale e l'assessore alla cultura Federica Forti. «Se pensiamo che all'importanza che alcuni sostantivi, come tracciabilità e tracciamento, hanno in questo momento storico, capiamo come il tema sia estremamente attuale» - ha fatto notare il presidente della Fondazione Crc Enrico Isoppi, dopo aver ringraziato i partner "storici" del festival: Comune di Carrara, Fondazione Marmo, Accademia di Belle Arti e Camera di Commercio. Il sindaco De Pasquale ha sottolineato come il festival, ormai da diverso tempo, sia "un fiore all'occhiello per la città, in grado ogni anno di proporre un tema che sollecita tutto il panorama culturale nazionale".
«Trovo l'argomento di quest'anno molto suggestivo - ha detto De Pasquale in collegamento - è interessante, in particolare, andare a scoprire e analizzare le tracce che noi, come persone, lasciamo nel territorio in cui viviamo. Ci auguriamo davvero che sia il festival del post pandemia, perché la gente ha grande voglia di ritrovare i ritmi della quotidianità di sempre».
Entusiasta della scelta della direzione anche l'assessore alla cultura Federica Forti: «Un tema, quello delle tracce, che permette di spaziare dai piani più concettuali fino ai lati concreti del nostro vivere quotidiano. Credo che possiamo aspettarci tanto da questa edizione».
Edizione per la quale lo staff è già al lavoro, in modo da rendere noto il programma degli appuntamenti entro luglio. Quest'anno il budget sarà maggiore rispetto a quello degli ultimi anni che, causa pandemia, aveva subito una ridefinizione. Ci saranno, come sempre, le conferenze, gli spettacoli, le mostre, i laboratori e uno spazio dedicato ai bambini.
La supervisione scientifica, come detto, è affidata al professor Maurizio Ferraris, altro nome di spessore che va ad unirsi a quelli di Chiara Saraceno e Telmo Pievani, che hanno curato le edizioni 2020 e 2021 dopo la morte del fondatore e curatore del festival per quattordici anni Remo Bodei. «Una prassi molto stimolante quella di cambiare consulente ogni anno insieme al tema - ha sottolineato la direttrice Emanuela Mazzi - perché permette di creare una sorta di staffetta che ci dà modo, tra le altre cose, di ampliare la rete dei nostri amici e sostenitori». Poi Mazzi ha spiegato come è nata la scelta del tema: «E' sempre così: l'argomento viene fuori in maniera spontanea durante l'edizione in corso. Nell'ultimo festival (il cui tema era "la cura", ndr.) la domanda rimasta in sospeso era: come comunicare i contenuti in riferimento alla cura? Chi riceve queste informazioni, chi le gestisce, chi le controlla? E come è cambiata questa cosa oggi grazie allo sviluppo degli strumenti digitali? Ecco, rispetto a questo quadro bisognava trovare la parola che identificasse il tema. Così abbiamo scelto "tracce", una sostantivo che ha la capacità di rispondere a queste domande, e di andare persino oltre».
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