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Presidio al Noa per chiedere assunzioni

Presidio al Noa per chiedere assunzioni

Il comitato promotore: poco personale e cittadini senza medico di famiglia. Asl: da inizio anno impiegate 129 nuove unità

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Massa. Sindacati e sanitari lo ripetono da mesi, da anni ormai: manca personale nei reparti e sul territorio. Con un duplice effetto: difficoltà nel garantire i servizi e lavoratori al limite delle forze fisiche e psicologiche. Così domani, giovedì 17 febbraio, dalle 10 alle 16, proprio per ribadire la centralità di quei temi, il Comitato Sanità Pubblica Versilia organizza un presidio davanti all’ospedale delle Apuane: «La gravità della situazione – scrive – impone assunzioni per garantire il funzionamento degli ospedali, l’abbattimento dei tempi di attesa e servizi territoriali in grado di rispondere ai bisogni di cittadini e cittadine. Dall’inizio della pandemia non è stato risolto il problema della mancanza di personale negli ospedali e nel territorio. Una situazione non solo legata alla pandemia, visto che tra il 2009 e il 2019, sono stati tagliati 46mila posti».

L’azienda sanitaria da parte sua assicura, invece, che le assunzioni ci sono: «Altri 63 operatori sanitari – scrive in una nota – sono entrati in servizio nei primi 10 giorni di febbraio. Sale così a 129 il numero dei neo assunti dall’inizio dell’anno. Una buona notizia che permetterà di dare risposte concrete in un momento di grande difficoltà e sarà fondamentale per gestire al meglio la ripresa delle attività dopo l’ultima ondata di infezioni da Covid. Su 63 operatori, 53 – dettaglia Asl – sono a tempo indeterminato e 10 a tempo determinato. La maggior parte delle assunzioni ha riguardato gli infermieri e gli oss, 43 complessivamente. Tra i neo assunti si contano anche 13 medici, 5 ostetriche e 2 collaboratori professionali. Sono stati potenziati, quindi, i settori più impegnati nell’emergenza Covid e a maggior rischio. Sempre in questi giorni – continua Asl – sono in ingresso ulteriori infermieri che saranno assegnati ai diversi ospedali secondo un ordine di priorità stabilito sulla base delle indicazioni del dipartimento infermieristico ed ostetrico».

«Il programma delle assunzioni prosegue con regolarità – fa il punto Maria Letizia Casani, direttrice generale dell’Asl – ciò ci permette di rinforzare gli organici per sopperire alle assenze dovute alla pandemia con forze nuove in modo da ridurre i ritmi di lavoro e concedere il meritato riposo a chi ha dovuto far fronte alla recente ondata pandemica».

Insomma, se Asl assicura di intervenire potenziando l’organico e garantendo migliori condizioni di lavoro, il comitato evidenzia carenze in quello stesso organico, soprattutto dopo i pensionamenti e sottolinea che negli ultimi mesi, anche nelle nostre zone, molti cittadini, dopo i pensionamenti, non hanno medico di famiglia: «Una situazione gravissima a discapito della salute del cittadino. Non va meglio negli ospedali, visto che – motiva il comitato – quando reparti e terapie intensive sono tornate a riempirsi per la diffusione della variante “omicron”, in molti ospedali italiani è seguita la strategia delle prime tre ondate: rinviate le operazioni programmate, annullate le ferie, aumentate le ore di lavoro straordinario, aggiunti posti letto e riconvertiti interi reparti. Un problema che potremmo definire “storico”. La mancanza di personale ha prodotto, solo per la gestione pandemica, prepensionamenti, dimissioni volontarie, burnout, disturbi da stress post-traumatico, una situazione insostenibile tra i giovani operatori sanitari impegnati in prima linea nell’emergenza, per mancanza di sostituzioni. La carenza di operatori è frutto – conclude il comitato – di scelte politiche che al centro hanno posto budget e profitti». Domani il presidio.

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