Gioco
La carrozzeria “Pancho” di Avenza festeggia 50 anni, una storia di famiglia
La lunga tradizione dell’attività di viale XX Settembre. Il patron Franco Palma ha lasciato il testimone ai figli
Carrara. Compie 50 anni oggi la carrozzeria Pancho di Franco Palma. Ma se ad Avenza dici Franco Palma nessuno lo conosce, perché lui per tutti è il Pancho. Mezzo secolo di vita per la storica carrozzeria sotto i ponti della ferrovia in viale XX Settembre, che i figli di Pancho, Laura e Lorenzo hanno voluto festeggiare facendogli un regalo originale. Un articolo sul nostro giornale.
Ma il 16 febbraio per Franco è speciale anche perché in questo giorno è nato il suo primo nipote. Nativo di Castelnuovo Magra, Franco iniziò a lavorare come carrozziere quando non aveva ancora tredici anni. Figlio di contadini, Pancho il contadino non lo voleva fare. A lui piacevano le automobili, e sulle loro carrozzerie ha progettato il suo futuro. E così all'età di 13 anni in sella alla sua biciletta tutti i giorni andava a lavorare alla Parmense di Sarzana, per poi risalirci a sera e tornare in quelli di Castelnuovo Magra. Passano gli anni e Pancho si specializza, incontra la giovane Luisella. Si innamorano e si sposano. Negli anni Sessanta Franco Palma trova lavoro come carrozziere ad Avenza, qualche anno dopo racimolato il gruzzolo necessario per camminare da solo si mette in proprio, e apre con la moglie una carrozzeria in via Petacchi.
Le cose vanno bene, serve uno spazio maggiore e Pancho si sposta nell’attuale sede sotto i ponti della ferrovia. Era il 16 febbraio del 1972. Oggi Pancho è in pensione, dal 1996 a gestire la sua carrozzeria ci sono i figli Laura e Lorenzo. Ma nonostante la pensione Pancho non resiste, e spesso fa incursioni in carrozzeria per sgridare tutti. Tutti quelli che secondo lui non stanno facendo le cose come lui le vorrebbe. Fuori della carrozzeria, che nel corso degli anni si è ampliata e specializzata anche nella vendita di pneumatici e infortunistica stradale, campeggia l’insegna simbolo della carrozzeria Pancho: la fiancata della sua vecchia auto. Una Giulietta dell’Alfa Romeo rossa da 1300 cavalli del 1979, chiaramente con su un bel paio di grossi baffi. E proprio i baffi sono all’origine del soprannome Pancho. Il signor Franco, infatti, in gioventù sfoggiava un bel paio di baffi neri, che si era fatto crescere esattamente come quelli che portava Pancho Villa, il generale e rivoluzionario che capeggio la rivoluzione messicana del 1910.
«Voglio ringraziare mio padre e tutta la nostra clientela – dice la figlia Laura – che ci ha portato a festeggiare questo importante traguardo. I nostri clienti adorano l’ironia di mio padre, che ha trasmesso anche a noi figli. I clienti arrivano disperati e vanno via che non ci pensano più. Cerchiamo di sdrammatizzare sempre, e poi siamo specializzati in infortunistica stradale. Gestiamo tutto noi. Mio babbo aveva le mani d’oro e ha insegnato il mestiere anche a tanti colleghi, che dopo aver lavorato da noi hanno aperto in proprio. Per mio padre il 16 febbraio è una doppia ricorrenza. Ricordo ancora quando dopo aver partorito venne in ospedale con le lacrime agli occhi e mi disse, Laura oggi è proprio una bella data. Il 16 febbraio iniziai la mia attività, e il 16 febbraio nasce anche il mio primo nipote».
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