Gioco
Movida, lo stop posticipato dà fiato alle attività
Nasce l’Associazione locali etici allo scopo «di sensibilizzare i più giovani su comportamenti adeguati»
MASSA. Prima serata sabato per l’applicazione della nuova ordinanza comunale sulla movida cittadina: valida fino al 15 marzo, proroga la chiusura di un’ora, fino all’una nel centro storico, e alle due nel resto del territorio. Resta il divieto di asportare e consumare bevande in vetro e lattine dopo le 22,30. E dalle 23,30 alla chiusura la consumazione è prevista solo all’interno dei locali.
Lorenzo Gassani, titolare del Dry Lounge Bar in Piazza Mercurio, dice che «l’affluenza è stata maggiore e migliore. Un’ora in più significa molto, non solo in termini di lavoro per le attività, ma proprio per il fatto che i ragazzi, se vogliono fare serata, possono venire in centro, mentre invece se devono andare via a mezzanotte si dirigono da subito verso altre zone, anche fuori provincia. Per noi vuol dire tanto, ma non basta: perché vorremmo riuscire a lavorare nella legalità ma in condizioni ottimali, senza essere responsabili anche di controlli sanitari o della tutela del decoro pubblico. Con altri bar abbiamo appena fondato una associazione, l’Alc (Associazione locali etici), allo scopo di gestire in modo unitario e più forte l’emergenza pandemica e sensibilizzare i giovani sull’uso dell’alcol, delle sostanze stupefacenti e su adeguati comportamenti. Questa ci aiuterà a far sentire la nostra voce in modo più forte alle istituzioni preposte, far capire le difficoltà in cui ci siamo trovati a lavorare nel marasma di colori, ristori irrisori e norme che ancora sussistono, in modo da trovare la giusta sinergia tra amministrazione, prefetto ed esercizi».
Positivo anche il bilancio del bar Hermes, sempre in piazza Mercurio. A detta del titolare Sauro Venuti, «una sola ora in più ha portato un aumento di afflusso tra il 30 per cento e il 40, considerando anche la contemporanea apertura delle discoteche che avrebbe potuto penalizzarci. Se esci a cena e poi vuoi continuare la serata, con la chiusura a mezzanotte sei già tagliato fuori. Siamo disorientati per la mancanza di un confronto diretto con l’amministrazione, senza l’intermediazione delle associazioni di categoria, per far capire le precise criticità che affrontiamo quotidianamente».
Il Bar Bollicine in Piazza Garibaldi, uno dei punti nevralgici della movida massese, da quando sono iniziati i lavori di rifacimento della piazza – complice anche la pandemia, – ha cambiato decisamente target, offrendo solo servizi di caffetteria e aperitivi. «La mia attività si affaccia su quella che sarà una delle più belle piazze di Massa e non mi manca la movida, né tantomeno i problemi che ha portato con sé», afferma il titolare Davide Giuntoni: «Sono però convinto che fintanto che si pensa di risolvere i problemi multando gli esercenti piuttosto che le singole persone, non cambierà nulla. Da pietrasantino, posso paragonare le due realtà e mi rendo conto che occorre cambiare la mentalità delle persone, la percezione degli atti che si compiono deve diventare un problema educativo».
Secondo Giuseppe Pieretti di Pane e Pomodoro, la gente non era abbastanza informata di questa variazione oraria, pertanto non ha registrato significativi aumenti di flusso che però auspica si vedranno nelle prossime settimane. «Per quanto riguarda la mia attività, ho perso per un mese il “secondo turno”, quello della gente che veniva a mangiare alle 22 e che quindi andava altrove. I problemi sono tanti e individuali (abuso di alcol e di sostanze, atti vandalici), non imputabili agli esercenti, costretti oltretutto a subirli. Va ricordato che la categoria sta affrontando in questo periodo anche il problema dei rincari, con bollette di luce e gas triplicate. Questa proroga potrebbe essere un passettino avanti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
