Sicurezza
Locali chiusi a mezzanotte, scatta il ricorso al Tar
Hanno espresso le loro perplessità sull'ordinanza, hanno avanzato dubbi, chiesto al sindaco un passo indietro. Poi hanno tradotto le intenzioni in fatti nella giornata di ieri, mercoledì 9 febbraio
Massa. Hanno espresso le loro perplessità, hanno avanzato dubbi, chiesto al sindaco un passo indietro. Poi hanno tradotto le intenzioni in fatti e, assistiti dall’avvocato Giorgio Furlan, ieri, mercoledì 9 febbraio, hanno presentato ricorso al tribunale amministrativo regionale.
Contestano l’ordinanza con cui lo scorso 15 gennaio il sindaco Francesco Persiani ha disposto la chiusura di tutti i locali, sull’intero territorio comunale, allo scoccare della mezzanotte. Loro – gli otto esercenti che quel ricorso lo hanno proposto – ritengono che l’ordinanza abbia i profili della illegittimità: «Chiusure e aperture delle attività commerciali e dei pubblici esercizi – dettaglia il legale – non sono materia di ordinanza sindacale, lo possono diventare (così prevede il testo unico degli enti locali) soltanto in casi di urgenza e contingibilità». Insomma, per fatti gravi ed imprevedibili, che richiedano un intervento immediato, il sindaco può provvedere con atti a sua firma. Secondo l’avvocato Furlan – e gli otto esercenti che rappresenta – urgenza e contengibilità in questo caso però non ci sono: «Se la questione è il decoro, se si parla di schiamazzi – motiva il legale – mi pare che si tratti di temi da anni oggetto di dibattito. Anche il riferimento al Covid nell’atto non configura un’urgenza. Non esiste riferimento a focolai, non esiste consequenzialità tra l’orario di chiusura dei locali ed eventuali contagi».
Un ricorso al Tar, quindi, e la richiesta di un accertamento del danno. I ricorrenti al tribunale non chiedono di intervenire sospendendo gli effetti della ordinanza – che dovrebbe decadere a giorni – ma chiedono un giudizio sulla sua legittimità e una valutazione dei danni: «I locali, causa chiusura anticipata – motiva Furlan – hanno lavorato meno e dato meno lavoro. Non dimentichiamo che ci sono decine di persone che si sono viste ridurre, proprio a seguito dell’ordinanza, il loro orario lavorativo».
Se la sospensiva non è stata chiesta – non avrebbe avuto ragione a pochi giorni dalla decadenza dell’atto – il ricorso al Tar consentirebbe comunque agli esercenti di richiederla nel caso di una proroga. Perché se il prossimo week end è l’ultimo in cui l’ordinanza sarà in vigore, il timore è che l’atto sia, appunto, prorogato.
I titolari degli 8 locali del centro che lavorano by night assicurano di non volere il testa a testa e di essere aperti al confronto. E la loro apertura la ribadiscono anche ieri, di fronte al prefetto Claudio Ventrice: «Abbiamo incontrato il prefetto – conferma l’avvocato Giorgio Furlan – Lo ringraziano per la disponibilità dimostrata, per averci ricevuto ed ascoltato. Abbiamo parlato di ordine pubblico e abbiamo manifestato piena collaborazione». Con la disponibilità anche a ripristinare, nelle zone più “calde”, la presenza degli steward, pagati dagli stessi esercenti. Disponibilità, quindi, ma totale contrarietà – il ricorso e ne è la prova lampante – alla chiusura alla mezzanotte.
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