«Inutile il traforo della Foce non aiuterebbe l’economia»
Dino Sodini (Camera di Commercio): «Assurdo, rischiamo di buttare le risorse». Anche Legambiente boccia il progetto: «Si pensi al ripristino dell’esistente»
CARRARA. «Assurdo, non servirebbe all’economia locale, meglio pensare ad altro e non disperdere energie preziose su un’opera inutile». Poche parole, quelle del commissario straordinario dell’ente camerale Dino Sodini sull’opera al centro del dibattito pubblico in provincia: il traforo della Foce, pronto a unire Massa e Carrara. Un’infrastruttura che incassa non soltanto il “no” di Sodini, ma anche quello dell’associazione Legambiente, come vedremo. «Io lascerei perdere. Le risorse non sono molte, evitiamo di buttarle in opere inutili. Adesso la priorità con il Piano nazionale di ripresa e resilienza è rappresentata dai collegamenti Emilia-Toscana, quindi penso all’asse Pontremolese, quello è il tema», sottolinea. Insomma, una posizione netta dal commissario straordinario dell’ente camerale apuano e che arriva nel pieno del dibattito che ha visto vari interventi, a partire dalla politica e delle sigle sindacali. L’ultimo, in ordine cronologico, quello di Rifondazione comunista di Massa-Carrara che ha definito l’opera «uno scempio inutile, devastante e costosissimo». E della stessa idea, come detto, è anche Legambiente Carrara:
LEGAMBIENTE
«Siamo il paese delle grandi opere inutili e incompiute e ora anche la nostra provincia vuole il suo “ponte sullo stretto”. Ciclicamente, si sente sragionare su trafori della Foce e sulla mitica “Fivizzano-mare”, opere inutili e dannose per l’ambiente quanto, per l’appunto, il futuribile ponte sullo stretto». E aggiungono: «Ci sono i soldi del Pnrr da sprecare. Che poi questi soldi non arriverebbero mai, perché il Pnrr non finanzia “idee”, per quanto fantasiose, ma progetti immediatamente cantierabili e del famoso traforo non c’è traccia di un progetto vero e proprio, con tutti gli studi necessari». E concludono: «Esprimiamo comunque, sperando di non doverci più ritornare, la nostra ferma contrarietà al traforo della Foce. Così come abbiamo fatto a livello nazionale, cercando di contrastare la logica aberrante delle grandi opere inutili, ribadiamo pertanto, anche a livello locale, che l’unica grande opera di cui ha realmente bisogno il paese è la manutenzione e il ripristino di quello che già c’è. Le nostre strade sono spesso pericolose e dissestate, i viadotti non sono manutenuti seriamente da decenni, la rete acquedottistica è un colabrodo che disperde una grande quantità di prezioso oro blu, i treni e gli altri mezzi pubblici sono spesso malconci, senza contare il dissesto del territorio con i suoi fossi tombati, i versanti esposti alle frane, i boschi non gestiti e, più localmente, la pessima gestione del bacino montano con il rischio alluvionale da essa generato. La gestione e il ripristino delle infrastrutture esistenti e di tutto il territorio darebbero inoltre lavoro, per anni, a manodopera locale, generando grandi benefici per la vivibilità e la sicurezza dei cittadini. Invitiamo quindi tutti, compresi gli entusiasti promotori del traforo, politici e no, a riflettere seriamente sull’insipienza di sprecare per un’opera inutile (cinque minuti in meno tra Massa e Carrara) soldi pubblici», concludono da Legambiente.
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