La manifestazione
È scomparso Fedele Codega, imprenditore “re” delle gomme
Aveva 82 anni e si era trasferito dall’alta Lombardia a Carrara nel 1941. Mesi fa aveva perso la moglie in un incidente domestico: non si era mai ripreso
CARRARA. A nove mesi dalla scomparsa della sua amata Tiziana è morto Fedele Codega, il fondatore della rivendita Codega Pneumatici. Aveva 82 anni e si è spento lunedì pomeriggio in un letto del Noa, dove era stato ricoverato. Nessuna complicazione, nessuna malattia incurabile, Fedele si è volutamente lasciato andare, nella speranza di raggiungere l’adorata moglie, Tiziana Biggi, che aveva perso la vita nel 2021 schiacciata dall’ascensore della loro abitazione mentre tentava di recuperare un paio di forbici dal vano ascensore.
Una perdita, quella della moglie, che Fedele non aveva accettato, e che lo ha logorato fino alla fine dei suoi giorni. Lascia l’adorata nipotina di sette anni, i figli Davide e Nicola e la nuora.
Fedele si era trasferito dall’alta Lombardia a Carrara con i suoi nove fratelli e altrettante cognate nel 1941. Dopo un paio d’anni come fabbro aprì assieme al padre Dionigi in corso Rosselli, allora corso Vittorio Emanuele, una rivendita di pneumatici, la prima di Carrara.
Dopo diversi anni trasferì la rivendita sul viale XX settembre il località Sant’Antonio, e poi alla fine degli anni Settanta nell’attuale sede di viale Galilei.
Tutti ricordano Fedele come una persona mite e riservata, un gran lavoratore, di poche parole. Appassionato della montagna per anni e anni aveva prestato servizio volontario nel soccorso alpino, non tirandosi mai indietro nell’aiutare chi nei monti aveva bisogno di aiuto, tutti i giorni della settimana, di giorno o di notte che fosse necessario intervenire. Fedele era anche una guida alpina emerita del Cai, e la montagna non ha mai smesso di amarla, anche quando non poteva più fare escursioni. Era anche un cultore dell’attività sportiva che ha coltivato in diversi campi. In particolare amava il podismo che l’aveva portato a partecipare a maratone famose come quella di New York, ma anche a tutte quelle minori che si sono svolte sul nostro territorio. Un amore per lo sport che ha trasmesso ai figli Davide e Nicola. Una passione per lo sport, quella di Nicola, che non l’ha mai abbandonato nonostante sia in sedia a rotelle a causa di un incidente che dal 1998 lo ha privato dell’uso delle gambe. Ultimamente Nicola si sta cimentando con il tennis, mentre il fratello Davide si dedica a molti sport, in particolare quelli montani, proprio come il padre. E parlando di sport il signor Fedele da buon sportivo era anche appassionato di calcio, in particolare amava la Carrarese, dove per anni in gradinata ha assistito a tutte le partite assieme alla moglie Tiziana. Fedele era una persona stimata ed era molto conosciuto in città. La notizia della sua scomparsa si è diffusa rapidamente e in molti hanno mostrato la loro vicinanza ai figli.
«Mio padre si è spento nove mesi dopo la morte di mia madre – dice Davide – la sua perdita non l’ha mai accettata. Era inconsolabile. Mio padre nella sua vita ha fatto tanto bene. Era una persona riservata, educata e un amante della montagna. Amava tantissimo la montagna e l'ha sempre frequentata. Dopo la morte di mia mamma per la vita non aveva più un senso. Si è lasciato andare, si è spento».
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