Il Tirreno

FIVIZZANO

Ospedale, grido d’allarme: «Lasciato quasi vuoto di attività»

L'ospedale di Fivizzano (FOTO D’ARCHIVIO)
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L'ospedale di Fivizzano (FOTO D’ARCHIVIO)

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FIVIZZANO. Grido di allarme per la scarsa considerazione per l’attività chirurgica del presidio ospedaliero di Fivizzano. A farsi portavoce delle lamentele che giungono su questo argomento è il Comitato Sos Salute in Lunigiana. «Riceviamo continuamente – scrive il Comitato – lamentele degli abitanti della Lunigiana e anche da operatori sanitari che hanno cuore i presidi ospedalieri di Fivizzano e Pontremoli e che si sarebbero aspettati in questi anni un rilancio e una loro valorizzazione a seguito delle promesse elettorali, in particolare quelle relative alle elezioni comunali di Fivizzano e alle elezioni regionali. Che hanno visto Fivizzano proprio protagonista di una tre giorni di consiglio comunale aperto proprio dedicato alla sanità».

Il Comitato segnala però che «l’ospedale di Fivizzano non sta lavorando abbastanza. La bassa intensità di cura è stata ceduta alla Don Gnocchi, diversi professionisti che vanno in pensione non vengono sostituiti, ma soprattutto ci saremmo aspettati un rilancio dell’attività chirurgica proprio a seguito dell’insorgere della pandemia da covid». E si ricorda una proposta di alcuni mesi fa: Come Comitato Sos Salute, avevamo proposto di dirottare sull’ospedale di Fivizzano e Pontremoli le operazioni chirurgiche programmate e gli esami, al fine di smaltire le liste d’attesa degli ospedali più grandi. Questa poteva essere un’occasione per sfruttare il grave danno che la pandemia ha provocato alla nostra sanità andando a incrementare ulteriormente le lunghe liste di attesa riconvertendole in un’opportunità per far lavorare i piccoli ospedali». Una situazione – sottolinea il Comitato – «che ricade anche sul personale. Il quale, nonostante la preparazione, la competenza e la professionalità rischia di non vederle valorizzate se non si interviene al più presto potenziando e rilanciando l’attività chirurgica».

Così si chiude l’intervento: «I nostri ospedali sembrano lavorare sempre meno e la politica, ormai lontana dalle campagne elettorali, sembra essersi dimenticata della nostra sanità. Per questo cerchiamo di riportare all’attenzione dell’opinione pubblica e degli abitanti del territorio il grave rischio di smantellamento dei nostri ospedali che non vogliamo vedere ridotti a meri plessi ambulatoriali».

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