Il Tirreno

Quel traforo che divide e diventa un caso. È scontro in consiglio tra “dem” e M5S

Claudia Cella
Una seduta del consiglio comunale di Carrara (foto d’archivio)
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Una seduta del consiglio comunale di Carrara (foto d’archivio)

La capogruppo democratica lascia l’aula: «Atto scorretto». Montesarchio: «Ritardi? No, è solo una mossa politica Pd»

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CARRARA. Il traforo della Foce divide il consiglio comunale. Scontro tra maggioranza e Pd. A creare la spaccatura è stata la mozione presentata del capogruppo pentastellato Giovanni Montesarchio contro il documento, firmato dal consigliere regionale del Pd Giacomo Bugliani, che propone di utilizzare i soldi dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per realizzare il “traforo sulla Foce”, progetto recentemente rilanciato dall’ingegner Franco Ferrari per un collegamento più veloce Carrara-Massa. Una mozione, quella dei 5 stelle, per ribadire la contrarietà a un’opera «dai costi enormi e dal notevole impatto ambientali», suggerendo al contempo che i fondi vengano destinati piuttosto a «sanità, assunzioni, ammodernamento e manutenzione delle strutture e infrastrutture esistenti». Ma se a livello di contenuto la mozione avrebbe anche trovato il favore del Pd, a provocare la scontro sono stati i modi e i tempi. Il testo, depositato un’ora prima dell’inizio del consiglio comunale (quindi formalmente in regola) risulta protocollato alle 17.58, due minuti prima dell’inizio della seduta. «Impossibile in questi casi – parola del presidente del consiglio comunale Michele Palma – far pervenire il documento a tutti i consiglieri prima dell’inizio del consiglio comunale». Ma la capogruppo del Pd Roberta Crudeli non ha mandato giù il fatto di non aver potuto leggere il testo della mozione e ha chiesto che la discussione venisse rimandata al prossimo consiglio comunale. Al secco “no” di Montesarchio, Crudeli ha abbandonato il consiglio. E all’indomani della seduta, la consigliera ha confermato la sua posizione: «Di principio sono anche io contraria al progetto del traforo sulla Foce – ha precisato –. Ho lasciato il consiglio, per la prima volta in vita mia, per protesta, perché ho assistito a una scorrettezza. Dove sono il dialogo e la partecipazione dei 5 stelle?».

Per Montesarchio quello della consigliera del Pd è un modo per spostare l’attenzione dal problema principale, quello legato al progetto del traforo, a «mere questioni burocratiche». «Capisco che sia una mozione scomoda per il Pd – afferma il capogruppo 5 stelle –. Ma non si può mettere sullo stesso piano un’opera milionaria inutile all’invio di una mozione al minuto preciso. Il punto è: il Pd è favorevole o contrario al progetto?». Sulla questione si è espresso anche il vicesindaco Martinelli, il cui giudizio parte da quanto accaduto in apertura di seduta, quando Massimiliano Bernardi (Alternativa per Carrara), notando l’assenza di alcuni consiglieri di maggioranza, ha chiesto all’opposizione di non rispondere all’appello. Proposta accolta da tutto il Partito Democratico, mentre Lorenzo Lapucci e Dante Benedini sono andati avanti per la loro strada e hanno risposto “presente”. Nel frattempo altri due consiglieri pentastellati hanno raggiunto il collegamento e la seduta è partita regolarmente. «Il Pd ha provato, senza riuscirci, a fare mancare il numero legale assieme al “vecchio amico” di tante avventure Bernardi, approfittando del fatto che due consiglieri di maggioranza non riuscivano a collegarsi. Pur di fare un dispetto alla maggioranza, hanno accolto un appello di un esponente dell’estrema destra».

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