Sicurezza
Carrara, violenza sessuale in spiaggia: sentenza in arrivo
Accusato un giovane di 24 anni: avrebbe abusato di una studentessa coetanea a Marina di Carrara, alla Rotonda
Carrara. Si attende nelle prossime ore la sentenza per il ventiquattrenne egiziano accusato di violenza sessuale aggravata in quanto commessa di notte nei confronti di una coetanea di origine tedesca alla Rotonda di Marina di Carrara.
La vicenda, lo ricordiamo, risale alla notte tra il 23 e il 24 maggio 2021. Il litorale è vuoto, complice l’orario, ma soprattutto, nonostante il periodo, per il coprifuoco dovuto all’emergenza epidemiologica. La giovane studentessa berlinese arriva a Marina di Carrara in serata dal nord Italia: una volta qui, in zona Paradiso, decide di fare una sosta, come racconterà ai carabinieri. Un bagno, un panino in spiaggia, per poi ripartire con la sua auto alla volta del sud della Toscana, da amici. A quel punto, secondo la ricostruzione dell’accusa, le si sarebbe avvicinato un suo coetaneo che avrebbe tentato prima un approccio e al rifiuto della giovane l’avrebbe buttata a terra e avrebbe abusato di lei per due volte. La ventitreenne, una volta rimasta sola, ha iniziato a camminare a vuoto per le strade di Marina. Aveva perso il cellulare (ritrovato poi dai carabinieri in spiaggia successivamente) e non sapeva chi chiamare. Una guardia giurata l’ha notata e ha avvisato il 112. Poi è stata portata al pronto soccorso dove i militari della compagnia di Carrara diretta dal maggiore Cristiano Marella e dal tenente Walter Calandri l’avevano ascoltata per poi far scattare la ricerca del giovane – partendo dalle informazioni della studentessa – tra sopralluoghi, rilievi e ascoltando molte persone per poi trovarlo in una pizzeria della zona, mentre lavorava. I carabinieri lo avevano dichiarato in stato di fermo.
E così, dopo la prima udienza della scorsa settimana, all’inizio di questa ci sarà una nuova tappa dove dovrebbe arrivare la sentenza. Nella prima udienza, i legali del giovane egiziano – gli avvocati Luca Bartalena e Giorgio Furlan – hanno chiesto il rito abbreviato condizionato all’esame della persona offesa e a un esame ginecologico, subordinato al rito abbreviato semplice. Si procederà con quest’ultimo, visto che la prima richiesta non è stata accolta, con la vittima – assistita dall’avvocato Anna Maria Giannecchini – che si è costituita parte civile. Nella prima udienza a essere ascoltato è stato dunque l’imputato; mentre nella prossima udienza del processo di attende la sentenza su un fatto che aveva scosso particolarmente la comunità carrarese.
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